giovedì 9 settembre 2021

IPOTESI A CONFRONTO : UFFICIALITA' VS COMPLOTTO

 


vs

Rieccomi dopo molto tempo, torno un po' a divertirmi su un argomento che inonda la quasi totalità delle pagine Social. 

L'attuale situazione è figlia di un ordinario periodo pandemico, o è stata appositamente creata per generare una situazione di instabilità economica e politica a vantaggio di pochi?

Ho deciso di mettere in ordine le notizie per provare ad individuare un filo conduttore a giustificazione di entrambe le ipotesi.

Pur avendo naturalmente una mia posizione, ho sinceramente provato a scrivere senza farmi influenzare da essa. Ci sarò riuscito? Non lo so. Me lo direte voi dopo avere letto quanto ho scritto.

Premetto che essendo Geometra, la mia mente ha un approccio tecnico ai problemi, analizzo le informazioni, metto in fila le deduzioni ed alla fine cerco riscontri per valutare l’attendibilità delle ipotesi in campo.

Procedo quindi ad esaminare le due ipotesi riportando le stesse nel modo più oggettivo possibile:

IPOTESI 1 – Complotto

Un concentrato di Poteri a livello mondiale decide di mettere in atto una strategia per creare profitto e generare una consistente diminuzione numerica della popolazione poiché le riserve alimentari, in un futuro prossimo, non risulteranno sufficienti al fabbisogno di tutti.

Il cartello economico con tale intento che è maggiormente evidente è quello delle case farmaceutiche (Big Pharma).

Quest’ultimo obbiettivo è stato più o meno palesato in svariati discorsi pubblici anche da Bill Gates.

Big Pharma e Bill Gates si rivolgono quindi al Governo Cinese per creare un virus che possa adempiere allo scopo.

Il Governo Cinese accetta di collaborare stimolato dalla motivazione di destabilizzare l’economia mondiale ed approfittare dell’occasione per acquisire maggiore egemonia.

Dal laboratorio batteriologico di Whuan viene “liberato” il virus e veicolato per il mondo.

Il Virus in realtà non è pericoloso in quanto può essere curato con metodi “tradizionali” che possono essere eseguiti con “trattamenti domiciliari” o con terapie conosciute e già sperimentate per altre patologie quale il “Plasma”. I metodi risolutivi che possono curare gli effetti della malattia sono comunque molteplici.

Il Virus è di per se non pericoloso ma viene invece veicolato come mortale e pandemico per instillare nella popolazione paura e poter applicare restrizioni alle libertà individuali con la motivazione di prevenzioni sanitarie.

Per nascondere la non pericolosità del virus, la quasi totalità dei medici ed operatori sanitari mondiali è costretta a mentire attraverso metodi coercitivi o con retribuzioni economiche.

Emettono quindi falsi certificati di morte, dicono bugie, ricorrono ad inutili e costose terapie, causando anche indirettamente la morte dei pazienti per comprovare la pericolosità del virus.

Sottoposta al ricatto o venduta è quindi la comunità scientifica mondiale (Università, Ricercatori, Premi Nobel), tranne alcuni, tra i quali un premio Nobel di 89 anni ed un piccolo gruppo di medici. Per questo motivo alcuni di loro vengono eliminati.

Attraverso questo stato di cose i Governi di quasi tutti i Paesi, in accordo con le Menti che hanno generato il piano, strutturano sistemi per abituare gradualmente la popolazione ad accettare restrizioni delle libertà mediante i lockdown, l’uso delle mascherine e l’isolamento sociale.

Grazie a questo clima si costringe la popolazione ad accettare l’inoculazione del vaccino contro il virus, spacciato come tale ma assolutamente non solo inutile poiché il virus non è pericoloso, ma addirittura dannoso con conseguenze tragiche sulla salute di chi accetta di sottoporsi al trattamento.

Oltre a generare enormi profitti alla lobbie delle Case Farmaceutiche, il vaccino è in realtà un enorme test mondiale per sperimentare nuove metodologie terapeutiche e nuove forme di controllo sulle persone. Essendo sperimentale, dato che gli organismi mondiali che lo hanno verificato sono comprati dagli ideatori del Complotto e sottoposti ad esso, così come la Comunità Scientifica Mondiale, il vaccino genera in realtà effetti collaterali e conseguenze ben peggiori del virus che, come scritto, non è in realtà pericoloso.

I Governi di tutte le nazione del mondo, sono collusi ed approfittano della situazione per generare una "Dittatura Sanitaria" mediante l'applicazione di limitazioni della libertà come il "green pass", causando un conflitto tra la popolazione che diviene così domabile e controllabile.

Acerrimo nemico di tale Complotto era l'ex Presidente degli Stati Uniti, Trump, che è stato politicamente eliminato truccando le elezioni Presidenziali Americane.

Per riacquistare la "falsa libertà", le persone possono sottoporsi al "trattamento" diventando quindi anch'esse cavie da laboratorio.

Risultato :

Le persone diventano cavie addomesticate che accettano le limitazioni della libertà, emarginano coloro che rendendosi conto della situazione non si piegano,  le Case Farmaceutiche continuano a guadagnare, le persone muoiono, l'economia mondiale destabilizzata dalle strategie di contenimento può essere più facilmente aggredita dall'economia cinese.


IPOTESI 2

Il Virus compie un "Salto di Specie" (animale/Uomo) in maniera accidentale (quasi certamente) o per errore umano (improbabile ma non impossibile).

Essendo un nuovo Virus, le difese immunitarie del genere umano risultano essere poco efficaci ed il virus si diffonde in maniera esponenziale tanto da causare una Pandemia.

I Governi di tutti i Paesi, insieme alla Comunità Scientifica adottano strategie di contenimento per arginare la propagazione del Virus che genera comunque quasi 5.000.000 di morti (cinque milioni).

Il Virus per fortuna non produce un'alta percentuale di decessi, molte persone sono asintomatiche o con lievi sintomi, ma l'alta contagiosità che porta ad infettare miliardi di persone, causa morti con numeri assoluti altissimi. 

Vengono investiti miliardi nella ricerca di una soluzione.

In tempi ristretti vengono prodotti vaccini sfruttando l'esperienza delle ricerche scientifiche in essere fin dal 2015 per la cura dei Tumori (Mrna).

I Governi danno priorità alla prevenzione lasciando in seconda fila, ma non abbandonando, le cure, in quanto l'ospedalizzazione dei singoli in numero elevato porterebbe ad un collasso degli ospedali ed a costi esorbitanti rispetto ai 12 euro a dose del vaccino.

I Vaccini servono in quanto, pur non garantendo una immunizzazione del 100%, sono altamente efficaci a prevenire conseguenze gravi, consentendo alla Strutture sanitarie di non collassare.

Le Case Farmaceutiche guadagnano sia sui farmaci adottati per la prevenzione che su quelli necessari per le cure che, alla data attuale, non forniscono sufficiente garanzia di guarigione per casi gravi. (Prevenzione e cura sono due trattamenti sanitari complementari e non sovrapponibili, l'uno non sostituisce l'altro).

Parte della popolazione rifiuta di vaccinarsi consentendo così al Virus di circolare in maniera violenta, generando di conseguenza grosse problematiche alle strutture sanitarie, per tale motivo i Governi decidono di adottare strategie utili a stimolare la vaccinazione (introduzione del Green Pass), prima di ricorrere a mezzi coercitivi come l'obbligo vaccinale.

Risultato :

Con la vaccinazione si limitano le patologie gravi, consentendo agli ospedali di gestire l'emergenza ed alle persone di riacquisire una normalità di vita.


CONCLUSIONI

Riterrei che esporre le mie conclusioni sia superfluo.

Ognuno faccia ricorso alla propria capacità cognitiva.


                                                                                                 In fede

                                                                                       Geom. Luca Signorini







giovedì 10 maggio 2018

Le radici del Caos


9 Maggio 1978

Per gli italiani che hanno più di quaranta anni, il 9 Maggio 1978 è una data che seppur confusamente, rappresenta senz'altro qualcosa che ha segnato la loro vita.
Per quelli che all'epoca avevano la mia età, tredici anni, è un ricordo confuso, un'ombra grigia e sfumata durata cinquantacinque giorni, che ha aleggiato sulle nostra preadolescenza senza che ce ne rendessimo però realmente conto.

Ricordo più chiaramente il giorno del rapimento, le immagini di corpi seminascosti da teli bianchi, di una mano pendente, di macchine incastrate, di scie di sangue dalla tonalità grigia.
Ricordo la tensione, l'incredulità, lo sgomento dei miei genitori ed i telegiornali che raccontavano quello che era dato sapere.

Mio padre non si interessava attivamente di politica, era antifascista ed anticomunista. Ammirava gli americani, perché lo avevano liberato dal fascismo e non gli piacevano i comunisti, perchè erano contro gli americani.
"Il fascismo è brutto Luca" - mi diceva - "tutte le dittature sono brutte", io, negli anni a seguire lo pensavo Democristiano, ma forse non era nemmeno così. quando nella mia focosa adolescenza mi sono scontrato con lui, contrapponendomi con le mie idee da allora giovane comunista, non mi rendevo conto di quanto quell'Uomo desse invece importanza alla parola "Libertà".

Aldo Moro era un democristiano e negli anni successivi alla sua morte, da adolescente ho iniziato ad interessarmi da pensatore libero alla politica, nonostante la sua tragica fine, lo consideravo comunque un avversario politico, lo equiparavo al  "Divo", lo sovrapponevo a Giulio Andreotti. Soltanto in seguito ho capito quanta differenza ci fosse, anche se entrambi, in modo diverso, devo riconoscere che sono stati grandi servitori dello Stato.

La differenza tra i due però, a mio avviso è fondamentale. Moro vedeva nell'azione politica, un ponte di mediazione e di convergenza del sentire del Paese, una prospettiva da convogliare in un alveo istituzionale. In Moro c'era il rispetto del Diritto, il rispetto dell'avversario, con il quale non solo si poteva, ma si doveva dialogare. Cercava di portare l'altro sulle proprie posizioni, non ritenendo però quest'ultime dogmi irremovibili, ma soprattutto affermava che il cardine della Democrazia fosse il rispetto dei principi democratici di libertà di parola, di confronto, di accettazione politica dell'avversario.

Andreotti ha invece protetto il proprio territorio, ha inteso la difesa della Democrazia come affermazione dei propri valori, l'avversario politico andava arginato, non incluso.

Indubbiamente Andreotti, con i suoi provati contatti e collusioni con i poteri mafiosi, è andato ben oltre a quella correttezza e cristallina moralità che doveva essere propria dell'Uomo di Stato, ma anche a lui va riconosciuto che scelse quella strada non per beneficio personale, ma perchè riteneva che fosse la strada migliore per difendere i valori che pensava indispensabili per la sopravvivenza della Democrazia.

A distanza di anni, ma anche meno, apparve chiaro che dietro il sequestro e l'uccisione di Moro non ci fossero solo le Brigate Rosse, ma anche potenze straniere, la Mafia, poteri economici e gli stessi compagni di partito di Moro, come lui stesso affermò nella sua ultima lettera. E' storia provata che Moro non si doveva salvare, il pensiero politico di Moro doveva essere fermato, era pericoloso. 

Non si poteva permettere che l'allora Partito Comunista diventasse l'altro pilastro della struttura politica e di conseguenza economica del Paese, la contrapposizione fra due ideologie e tra le persone faceva, ha sempre fatto comodo al "Potere" occulto, al potere economico, non si poteva, anzi non si doveva trovare un "Compromesso", la pace sociale non permette di sfruttare l'odio reciproco per conseguire gli scopi personali. 

E' immaginabile cosa sarebbe potuto accadere se ciò fosse successo? E' immaginabile pensare quale sarebbe stata oggi l'Italia se i valori Democratici fossero riusciti a trasformarsi ed a trasformare quelli comunisti in una unica strada condivisa? Se l'integrità della visione politica di Moro si fosse fusa con l'idea di una società basata sulla equità sociale ed economica del comunismo? Io penso che oggi saremmo in un contesto estremamente diverso ed a mio avviso immensamente migliore.

Da quel 9 Maggio 1978 l'Italia ha come sterzato ad un bivio, da quel momento l'affermazione dell'idea personale di una forza politica rispetto all'altra è diventata la ragione della Democrazia, si è smesso di cercare il vero dialogo, a favore di accordi momentanei per arginare ed impedire che l'altro potesse "contaminare" la verità posseduta da ognuno.

E' stato un lento ma inesorabile declino della purezza della politica, perchè da quel momento la Politica, quella vera, quel meraviglioso strumento attraverso il quale le persone possono manifestare e trasformare concretamente la propria visione della società, si è trasformata nella demonizzazione del pensiero diverso.

9 Maggio 2018.

Eccoci ai nostri tempi, per chi non si rifiuta di vedere, il pensiero che ho sopra esposto appare inevitabilmente e maledettamente concreto. Le forze politiche non si sognano minimamente di pensare ad un futuro nel quale convogliare il diverso sentire in una unica via. L'avversario è il nemico, che va distrutto, demonizzato, denigrato. 

L'avversario è colui che non si merita neanche la possibilità di un confronto. La colpa del singolo viene spalmata ed etichettata su tutto il partito al quale appartiene, si spinge a far credere che se uno due, dieci, cento di quel partito rubano, rubano tutti. Poco importa se in quello stesso partito ce ne sono cento, mille, diecimila che non lo fanno. Le azioni, le stesse azioni, se compiute dal proprio partito sono giuste e dovute, se fatte dagli altri diventano tradimenti dei valori democratici.

Lo spirito di tolleranza, condivisione, compromesso, dialogo è ormai soltanto un concetto tirato per la giacchetta al momento del bisogno, svuotato completamente di quel meraviglioso contenuto che invece è e rappresenta.

Vorrei tanto che un giorno, la strada che aveva indicato quello che ritenevo e ritengo tutt'ora un mio avversario politico, la strada che aveva ipotizzato Aldo Moro, possa essere nuovamente imboccata, lasciandosi alle spalle questo periodo buio fatto di urlatori, denigratori, falsi immacolati.
Lo spero e ci credo, perchè la Storia alla fine, ai periodi di oscurità, ha sempre fatto seguire stagioni di meravigliose possibilità.

Spero che anche questa volta, dall'origine del caos, possa nascere una nuova migliore occasione.

sabato 2 settembre 2017

"Io non sono razzista ma....." Ma cosa!!!!! Se tu sei razzista dillo!!!

immagine tratta da wikipedia
Scrivo questo articolo, per lo stesso motivo per il quale ne ho scritti altri, prevalentemente per sfogare un po' di rabbia sull'argomento ed anche per dire io non ci sto, io non sono così. 

Ultimamente, anche se è così da sempre da parte di alcuni settori della Società Italiana, sta emergendo prepotentemente alla luce il contrasto tra la "pura razza caucasica" e gli immigrati, i clandestini, i "negri" che invadono il nostro sacro suolo.

Un fiume di esseri malefici che per conquistare e convertire le nostre gloriose e cristiane terre, affrontano traversate su improbabili imbarcazioni. Devono essere tanti per forza, visto che la percentuale di superare vivi detti viaggi non è fra le più alte.

Sono personaggi tenaci, inarrestabili e senza scrupoli, poichè sottopongono al rischio della morte, sia le loro mogli che i loro figli. 

Fortunatamente ci sono paladini della giustizia, incredibili difensori della buona società, dell'ordine e delle tradizioni, persone emerite ed intelligentissime. Carismatici Leader nordici e giornalisti felici visto che hanno un sorriso perenne, quasi una paresi, stampato sul grugno.

Sono questi Servi della Nazione che ci propinano i filmati delle malefatte di questi demoni, che propongono e ripropongono notizie delle efferatezze compiute. 

Gli stupri fatti dai bianchi sono il doppio di quelli fatti dai neri? Non importa, vuoi mettere la differenza? Pensare che tua moglie o tua figlia vengano violentate da un negro?!?!? Ma scherziamo, invece se lo fa un bianco sei quasi contento? 

Ho esaminato le statistiche ed ho visto che queste sono il risultato degli stupri accertati, la maggior parte, l'immensa maggior parte viene tacitamente consumato tra le mura domestiche, prevalentemente da rispettabili uomini di sana razza caucasica, ma vuoi mettere caro amico che "non sei razzista ma...", vuoi mettere la differenza tra uno stupratore bianco ed uno nero, anche solo per le dimensioni!!! Il primo fa sicuramente meno male!

La Lega! Ah! La Lega che tu miserabile decerebrato razzista del sud Italia, ti trovi adesso anche a votare, si vede che allora ti piace farti prendere per il culo.

Fino a quando c'erano i tre deficienti, il Cerchio Magico, i Bossi, i Maroni i Borghezio, la razza inferiore era proprio la tua, caro razzista del sud Italia. Tu non potevi partecipare alle sacre minchiate dei raduni di Pontida, essere presente all'immissione nell'ampolla della santa acqua del Po.

Ricordate il "Trota"? Grandioso esponente ed esempio di tale nobile stirpe? MERAVIGLIOSO!

Poi si sono digeriti qualche decina di milioni di euro ed ecco apparire il nuovo Vate, Matteo Salvini.

Premetto che se dovessi basarmi sulla fisiognomica, darei direttamente a Salvini un insegnante di sostegno, detto questo però devo dire che è stato più astuto dei suoi predecessori. 

Perchè essere ostile a mezza Italia? Perchè rinunciare a prescindere ai voti di milioni di Italiani, anche se vivono a sud del sacro fiume? Spariamo merda verso chi sta ancora più a sud, facciamoli scannare tra di loro e prendiamoci così anche voti che prima neanche ci sognavamo.

Ho visto un video nel quale mostravano come esempio dei controllori di bus tedeschi che scaraventavano di forza fuori dall'autobus un ragazzo di colore ..... condividi se vuoi anche tu che anche noi facciamo così. 

O sottosviluppato!!!! Tu non sei mai andato in autobus senza pagare il biglietto? Pensi che non ci siano fantastici personaggi di pelle bianca che si sono messi a discutere con il controllore perchè trovati senza biglietto? Prendiamo anche questi per le trombe del culo e li scaraventiamo fuori dall'autobus?

Sapete una cosa cari "io non sono razzista ma...."? Mentre ci scanniamo tra bianchi e neri, tra nord e sud, tra Cristiani ed Islamici, la Mafia si arricchisce di questi traffici, i soldi ingrossano le tasche di chi organizza le traversate, le situazioni di guerra nei paesi impediscono l'ordine e la legalità, permettendo a Società senza scrupoli di estrarre petrolio, oro e qualsiasi altro materiale nobile.

Vengono chiuse fabbriche e decentrate le produzioni, calpestati diritti acquisiti in anni di contrapposizioni e tu miserabile essere caschi nel giochino che i Romani avevano già orchestrato un paio di millenni fa per soggiogare i territori barbari. "Dividi et impera" dicevano. Facciamoli scannare tra loro questi straccioni, mentre noi facciamo il nostro impero.

Tu caro "io non sono razzista ma ..." ricordati di mettere la vasellina quando ti accorgerai quale sia la realtà, anche se personalmente spero proprio che l'abbiano finita.

Sicuramente non servirà ad una cippa quanto ho sopra scritto, se non esclusivamente ma irrinunciabilmente ad una mia assunzione di non responsabilità.


 









mercoledì 19 ottobre 2016

Riflessioni senza pregiudizi sul voto del 4 Dicembre



Ho scelto di postare l'immagine delle 21 donne della Costituente, per rendere loro omaggio e per evidenziare di quanti anni i nostri "Padri e Madri" fossero avanti rispetto alla loro epoca. Grazie a queste donne ed a questi uomini, siamo riusciti a difendere, per quasi 70 anni, ciò che loro ci avevano regalato, sapendo cosa volesse dire esserne privi; la Libertà e la Democrazia.

E' grazie a loro che un signor nessuno come il sottoscritto, può manifestare liberamente il proprio pensiero, cosa non da poco, anche se il più delle volte non ce ne rendiamo conto.

Partendo da questo presupposto ed infinita gratitudine voglio quindi ragionare sul voto che saremo chiamati ad esprime il 4 Dicembre 2016. 

Leggendo i vari commenti sui Social, o sentendo le dichiarazioni dei vari leader politici, ho come la sensazione che andremo a votare per "tifo".  Allo stesso modo di due tifoserie che si contrappongono, due fedi opposte a priori. 

Non si vota in un modo o nell'altro sulla base di un "vero giudizio" basato sul merito, ma soltanto perché il mio capitano è Renzi, Grillo, Salvini o Brunetta. 

Spero di sbagliarmi, ma io non voglio decidere sulla base di chi sia stato a stilare le nuove regole, non voglio decidere di votare NO perché così mando a "casa" Renzi, ma neanche di votare SI per non rischiare di far cadere il Governo, non mi interessa, ci sono altre urne per quello. 

Adesso devo decidere se, dopo 68 anni la nostra Costituzione è ancora valida o no. Se le regole che ci vengono proposte sono adatte ai nostri tempi, oppure mettono in discussione la nostra libertà in nome di una minore spesa pubblica e di una maggiore velocità legislativa. 

E' questo che devo cercare di capire perché è la Costituzione, la Legge delle Leggi, è la Madre che regola il nostro vivere civile, è la difesa delle nostre libertà. 

Non è una gara per vedere se vince la mia squadra e perde la tua. Guardate, vi informo che affronterei la cosa allo stesso modo anche se queste proposte fossero state avanzate da Salvini e credetemi, per me, pensare che Salvini sia in grado di elaborare un testo complesso, è un grosso credito di fiducia.  

Nella sostanza, per prendere una decisione, non mi interessa una beata cippa sapere chi ha redatto il testo, mi interessa il testo.

Non voglio decidere che devo votare NO perché cambiare 47 articoli del vecchio testo è troppo, Quanti sono quelli giusti? 10? 25? 32? Perché? 

Se si decide di cambiare una struttura, bisognerà cambiare tutte quelle disposizioni che formano quella struttura, altrimenti non si cambia, si fa finta di cambiarla. Mi sembra ovvio.

Non voglio decidere di votare in un modo o nell'altro perché altrimenti favorisco un tipo di potere.

Voglio capire invece, casomai, quale sia il meccanismo che si genera, se si genera, che permette a quel potere di avere un favore. Non voglio decidere perché mi dicono le cose, le voglio capire, non sono un ripetitore.

Allora ho iniziato ad informarmi, a leggere articoli e spiegazioni di come sarebbe il nuovo potere Legislativo. Ho letto come sarà costituito il nuovo Senato, (anche se come verranno scelti i rappresentanti delle Regioni è cosa da definire a posteriori!!!!). Ho letto della riduzione dei Parlamentari e la nuova modalità di elezione del Presidente della Repubblica. 

Ho cercato di capire quali pericoli e vantaggi si verrebbero a creare con la riforma, rilevando possibili luci ed ombre. 

Nella struttura complessiva, forse data la mia limitatezza di interpretazione, non ho però rilevato volontà manifeste di manipolazione negativa. 

L'unico problema che mi genera un brividino sulla schiena  è però di non poco conto. 

Questa nuova "struttura", è incredibilmente dipendente dal sistema elettorale, ovvero, se il sistema elettorale genera una maggioranza netta e schiacciante, con questa nuova organizzazione legislativa, nella sostanza, chi va al Governo ottiene un potere difficilmente contrastabile, relegando il ruolo delle opposizioni a poco più di comparse. E questo con il cosiddetto Italicum, avviene, in quanto, con il premio di maggioranza, chi vince prende tutto.

Ma è questo il problema per chi dice No? Inoltre trattasi di problema risolvibile, si cambia la Legge elettorale, si toglie il premio di maggioranza, si equilibrano le percentuali di rappresentanza ed il gioco è fatto.

Certo, ma forse è proprio questo il problema, le leggi elettorali si cambiano al soffio di una scureggia di zanzara, ma non era forse questo che chiedevano a gran voce quasi tutte le forze politiche? Una maggiore capacità del governo di operare ed una minore spesa. Non chiedevano forse questo i leader da Grillo a Salvini (e ridai con Salvini). E allora?

Quello che quindi credo, non è cercare di capire se questa nuova struttura Parlamentare sia stata fatta con l'intenzione di agevolare questo o quel potere, oppure no, il problema è, a mio avviso, capire se ci sia la necessità di superare o meno il bicameralismo perfetto.

I nostri Padri Costituenti individuarono nelle due camere, da eleggere con metodologie diverse, un principio di garanzia di Democrazia. Hanno pensato che due soggetti diversi, ma con lo stesso potere legislativo, composti da rappresentanti popolari eletti con sistemi diversi, fossero sufficiente ostacolo all'avvento di nuovi "Duce", di nuovi "Capo Popolo", o derive autoritarie ed a mio avviso hanno visto lontano ..... per fortuna. 

C'è chi afferma che siamo gli unici, credo nel mondo, ad avere i due organi legislativi equiparati. E' vero, ma negli altri sistemi, c'è sempre comunque un organo, una struttura, che riduce il potere "dell'unico" organo legiferante. 

Nella sostanza c'è sempre un contrappeso al potere del Governo, non si chiamerà Senato, ma qualcosa di simile esiste in ogni "vera" democrazia". Mica sono scemi neanche loro

La domanda da porsi, a mio avviso è quindi questa?

In nome di una minore spesa, in nome di una maggiore velocità nell'emettere provvedimenti legislativi, possiamo permetterci di rinunciare ad un freno al potere del Governo?

Mi domando se i tempi sono maturi, se la nostra tradizione democratica sia così consolidata, da permetterci di rinunciare a questa garanzia di libertà.

E' giusto, in nome del bilancio e della efficienza, rinunciare ad un organo che possa creare una difficoltà alla forza politica, alla persona, che uscirà vincente dalle future tornate elettorali? Casomai con una rappresentanza parlamentare consistente in conseguenza di una Legge elettorale che gli ha fornito un cospicuo vantaggio numerico sugli altri?

Pongo queste domande, non perché c'è una risposta ovvia, in quanto il superamento del bicameralismo perfetto, in nome di una minore spesa ed una maggiore efficienza, è stata una richiesta cavalcata da quasi tutte le forze politiche in campo. E' per questo che mi domando il motivo per il quale gran parte di queste stesse forze adesso si schierano per il NO, non capisco la sostanza di questo NO. Mi sembra che alla fine i due schieramenti si contrappongono non tanto per i contenuti, ma solo ed esclusivamente per appartenenza e strategie politiche, per meschine e basse guerre di momentaneo vantaggio elettorale. Che tristezza.

Vorrei tanto che lo spirito di quelle 356 persone di storia e credo politico diverso, che dal 25 giugno 1946 al 31 Gennaio 1948 lavorarono insieme, mettendo in un angolo i loro piccoli interessi di bottega, dando vita alla nostra Costituzione, contagiasse anche in minima parte, le menti e le anime dei nostri attuali "leader". Credo però, purtroppo, che questa sia e resti soltanto una illusoria utopia.

Come voterò, ancora non lo so, anche se una idea, lentamente, comincio a farmela.

domenica 10 marzo 2013

Francamente mi sarei un po' rotto!!!!!

A volte mi chiedo se quello che ho vissuto è un ologramma. La mia veneranda età di 48 anni mi ha permesso, purtroppo, di veder un po' di cose per poi alla fine avere un riassunto che mi descrive una situazione che francamente non sembra coincidere con quanto la mia memoria mi dice sia accaduto. Nel 1992 scoppia "Mani pulite", lo scandalo che travolge la classe dirigente che aveva sostanzialmente governato fino dal dopo guerra. I partiti politici che costituivano il "Pentapartito" (DC, PSI, PLI, PRI, PSDI) vengono praticamente spazzati via dalle inchieste giudiziarie che portano alla luce un sistema di corruzione ampiamente strutturato. L'allora PDS (il partito che era nato nel 1990 da quello che era il vecchio PCI)fu coinvolto marginalmente con la figura di un suo Tesoriere, Greganti, ma nella sostanza, nella sua classe dirigente, non fu travolto da questi scandali. Naturalmente a posteriori, emerse la teoria delle Toghe rosse, che colpivano soltanto una parte politica ignorando l'altra, ma ognuno può credere ciò che vuole, i fatti storici sono fatti storici. Comunque dopo tale evento, nella normalità di un pensiero, credo che la cosa più logica fosse affidare la guida del paese a chi, quantomeno, si era rivelato, meno sudicio degli altri, ma invece no, perchè i politici erano tutti uguali e quindi bisognava dare fiducia al "nuovo", a chi non aveva "avuto niente a che fare" con questa massa di ladri e cialtroni che ci vuotavano le tasche....... a Berlusconi. Cosa? Pensai. Come tutti uguali, ma quando, ad esempio, venivano organizzate le manifestazioni contro l'aumento di basi NATO in Italia, o contro il referendum per eliminare la "scala mobile" o decine di altre battaglie dove quella parte si opponeva ad un sistema che stava sempre più apparendo per ciò che era, quale era la forza che in maniera manifesta cercava di opporsi? Che in Parlamento ci fossero accordi, compromessi, concessioni è chiaro, sono forze politiche con idee diverse che cercano di "discutere" e trovare un punto di incontro a metà strada, ma è proprio questa la Democrazia, credo. Poi è chiaro che i delinquenti ed i farabutti erano e saranno in ogni parte, non esiste un patentino con la certificazione di onestà, ma dire che sono tutti uguali no, cavolo. Proprio perchè non erano tutti uguali e che non c'erano poi, poi, tutte quelle intese per mantenere lo stato delle cose, un certo Aldo Moro fu ucciso dalle Brigate Rosse (e non addentriamoci oltre) perchè cercava di accordare le due parti con la famosa teoria del "compromesso storico", ma anche di questo nessuno sembrava ricordarsi. Andiamo avanti, nel '94 ecco il "nuovo", l'uomo che si era fatto da se e che ci ha regalato il "Berlusconismo", ovvero un concetto di società nella quale l'illegalità è da considerarsi normale, anzi quasi un vanto, una certificazine di furbizia, ed in questo periodo certamente con il Centro sinistra sono stati fatti accordi e compromessi che hanno rasentato ed a volte superato la dignità politica, ma che ci sia stato un forte ed agguerrito movimento di dissenso ed opposizione mi sembra talmente chiaro e lampante che mi sento stupido quando sento la necessità di evidenziarlo. In questi 20 anni, certo che il centro sinistra ha anche governato, ma con quali numeri e margini parlamentari e con quale coacervo di coalizioni ha dovuto farlo? Sicuramente con una determinazione maggiore certe cose dovevano e potevano essere fatte, ma affermare ancora una volta che "di qua e di la" era la stessa cosa mi sembra quantomeno paradossale. Al crepuscolo di Berlusconi (e che sia veramente il crepuscolo è ancora fa vedere), un'altra volta riecco la storia del "son tutti uguali", così uguali che, anche se una parte politica dice a questo nuovo di fare insieme alcune di quelle cose che questo nuovo dice di voler fare, tale nuovo rifiuta perchè con "quelli" non ci si deve mescolare, tanto sono tutti uguali. A parte che in Parlamento dare "LA fiducia" non significa dare fiducia, ma soltanto permettere ad un Governo di insediarsi (senza Governo non si fanno le Leggi), tra l'altro un Governo di minoranza che sarebbe costretto a trovare ogni volta i numeri in Parlamento per poter legiferare. Non vorrei però che anche questa volta, se certe cose non si faranno venga poi data nuovamente la colpa ai soliti, e non a quelli che concretamente si "rifiuteranno" di farle, perchè "di quelli non ci si può fidare!!!! Mah!!! A volte credo che nelle fila del "nuovo" si sia accodata anche una consistente componente che aveva dato il proprio voto ed appoggio all'altro "vecchio" e per giustificare se stessi della cavolata che avevano fatto, dopo che gli altri lo avevano detto, ripetuto affermato, si giustificano dicendo che comunque non sarebbe cambiato niente "perchè tanto sono tutti uguali". Concordo nel fatto che nel nostro orizzonte politico attuale, personaggi di indiscussa ed elevata statura morale ed intellettuale non ne vedo, ma se non si è completamente cechi, qualcuno che sta un po' sopra agli altri, bisogna ammettere che c'è.

mercoledì 6 marzo 2013

Riflessioni sull'art. 67 della Costituzione Italiana.... "senza vincoli di mandato"

L'art. 67 della Costituzione Italiana recita : Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato. Nella sostanza, come ha detto Beppe Grillo, "un Parlamentare può fare quello che cazzo vuole", proviamo a ragionare se è giusto oppure no. Premetto che io sono un cittadino qualunque, senza tessere di partito o vincoli di alcun genere verso nessuno, ma sono un cittadino che si è rotto le palle di accettare come oro colato “slogan” facilmente afferrabili, un cittadino che ha deciso che prima di urlare “HA RAGIONE QUELLO LI'”, vuole vedere se quello li, ragione ce l'ha davvero. Allora, ritengo utile e corretto che prima di affrontare il tema specifico sia necessario ricordare brevemente come è nata la nostra Costituzione. Riporto da Wikipedia : Il meccanismo elettorale dell'Assemblea Costituente era proporzionale a liste concorrenti in 32 collegi elettorali plurinominali. La legge elettorale prevedeva l'elezione di 573 deputati, ma le elezioni non si poterono svolgere nelle province di Bolzano, Trieste, Gorizia, Pola, Fiume e Zara, ancora sotto l'occupazione militare degli alleati Anglo-Americani e della Iugoslavia. I gruppi in Assemblea:Risultarono quindi eletti, in seguito alle elezioni, 556 costituenti. I due maggiori raggruppamenti furono quello dellaDemocrazia Cristiana, che ottiene 207 seggi, e il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria, con 115. Il 25 giugno 1946 venne insediata l'Assemblea Costituente con Giuseppe Saragat alla presidenza. Come suo primo atto, il28 giugno elesse come Capo provvisorio dello Stato Enrico de Nicola. Su 504 votanti, De Nicola (PLI) ottenne 396 voti,Cipriano Facchinetti (PRI) 40, Ottavia Penna Buscemi (UQ) 32, Vittorio Emanuele Orlando (sin.storica) 12, Carlo Sforza(PRI) 2, Alcide De Gasperi (DC) 1, Alfredo Proja (DC) 1. Le schede bianche furono 14, le nulle 6. Le funzioni Come previsto dal Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 98/1946, l'Assemblea aveva innanzitutto il compito di redigere la nuova costituzione. Essa, però, aveva anche altri tre compiti: votare la fiducia al governo, approvare le leggi di bilancio e ratificare i trattati internazionali. Le funzioni legislative erano formalmente assegnate al Governo, ma in virtù delle tradizioni parlamentari prefasciste questo rimise spesso i provvedimenti legislativi più importanti all'Assemblea Costituente. A chi interessa, rimando a questo link http://cronologia.leonardo.it/cost011.htm#_ftn356 per l'elenco completo di coloro che composero l'Assemblea Costituente. Nella sostanza si vede chiaramente che un insieme di forze politiche (cattolici, comunisti, liberali, repubblicani socialisti...) con radici e valori diversi, si misero intorno ad un tavolo accantonando gli interessi di parte per unirsi in un solo obbiettivo, impedire che in futuro potessero presentarsi nuovamente le condizioni attraverso le quali si era insediata in Italia ed in Europa, una delle dittature più feroci che la nostra Storia abbia conosciuto, il Nazi/Fascismo. Quelli erano uomini che avevano combattuto, erano stati imprigionati, esiliati, condannati a morte, che avevano vissuto quel periodo e che non volevano che altri uomini e donne vivessero nuovamente quanto loro avevano direttamente e concretamente vissuto. Animati da questo spirito, comportandosi da Politici con la P maiuscola, abbandonando ogni tornaconto di parte e di partito, si sedettero “intorno ad un tavolo” per scrivere quella che nel mondo è considerata una delle più belle, per elementi e tutela della Democrazia, Costituzioni moderne. Ho letto in alcuni post recenti, commenti che dicevano che la nostra Costituzione, essendo stata scritta da “politici”, proprio perchè “politici” era da buttare e da riscrivere. Che tristezza e che ignoranza, basterebbe conoscere anche soltanto un minimo la Storia e le storie di questi uomini per vergognarsi di tali affermazioni. Tornando al principio dell'art. 67, ovvero del “senza vincolo di mandato” bisogna ricordare che viene formalizzato ed inserito per la prima volta nella Costituzione Francese nel 1791 da Emmanuel Joseph Sieyès ed è uno dei capisaldi di tutte le Democrazie rappresentative moderne. La domanda che mi sono posto allora è perchè questa norma, apparentemente errata è presente nelle Carte Costituzionali delle più grandi Democrazie del Mondo? Messi da parte gli sguaiati “spot” di chi vuole affossare alcuni principi che intralciano gli obbiettivi di qualcuno, mi sono bastati cinque minuti per capirlo, perchè è talmente lampante che non è possibile non afferrarlo. Il Parlamentare rappresenta non solo i suoi elettori ma anche tutta la Nazione proprio in quanto Parlamentare, se fosse sottoposto a quello che viene chiamato il “mandato imperativo” non rappresenterebbe più le persone o la Nazione, ma esclusivamente il proprio Partito/Movimento/Organizzazione mediante il quale è stato eletto. In sintesi, se una Persona si riconosce nei valori di un Partito/Movimento/Organizzazione, mediante il quale si presenta e viene eletto, e poi quel Partito/Movimento/Organizzazione, con i suoi organi direttivi, per l'interesse di alcuni, si trovasse a cambiare strategia e valori, quella Persona eletta, se non fosse “senza vincolo di mandato”, non potrebbe votare contro le direttive del Partito/Movimento/Organizzazione, pena l'esclusione dal Parlamento con il conseguente rimpiazzo di altra persona gradita al Partito/Movimento/Organizzazione. Praticamente quella Persona non potrebbe più decidere secondo Coscienza (la C maiuscola è voluta) ma diventerebbe esclusivamente DITA ATTACCATE AD UN CORPO, utili soltanto per premere il bottone che il proprio Partito/Movimento/Organizzazione gli direbbe di premere, praticamente un automa. Semplice, il Partito/Movimento/Organizzazione prende voti e ti fa eleggere promettendo alcune cose, io mi presento come candidato in quel Partito/Movimento/Organizzazione perchè credo in quanto afferma, ma se poi la linea cambia io sono costretto a votare anche quello che non mi va ed il Partito/Movimento/Organizzazione raggiunge i propri obbiettivi anche contro la mia idea e volontà. In questo modo un capo di Partito/Movimento/Organizzazione, può pensare e fare agire i propri Parlamentari nel modo che ritiene più opportuno senza che questi possano opporsi. Secondo me i nostri Padri Costituzionalisti l'avevano vista lunga. C'è però il rovescio della medaglia, ovvero, un Parlamentare eletto può cambiare casacca come e quando vuole senza rischio di essere espulso dal Parlamento. Vero ma se ciò avviene dietro compenso economico diventa un reato punito con il carcere (vedi i recenti fatti che stanno emergendo), o se lo fa solo per tornaconto personale, per avere altri tipi di favori, il problema non sta nella norma, ma nella limpidezza e correttezza delle persone che il Partito/Movimento/Organizzazione, decide di candidare come propri rappresentati. I nostri Padri Costituzionalisti in pratica hanno detto ai futuri Partiti/Movimenti/Organizzazioni SCEGLI BENE I TUOI RAPPRESENTANTI E POI AGISCI NEI MODI CHE HAI DICHIARATO CHE INTENDI AGIRE. E' una garanzia per tutti, perchè se io Partito/Movimento/Organizzazione, propongo delle idee, scelgo validamente le persone per limpidezza, onestà e correttezza morale a rappresentarmi in Parlamento, e continuo nella linea originaria che ho indicato, non correrò il rischio di “trasmigrazioni”. Nello stesso modo il Partito/Movimento/Organizzazione che propugna in campagna elettorale alcune idee e valori per “propaganda” e poi decide di cambiare strada, i Parlamentari o meglio ancora LE PERSONE che sono state elette con quel Partito/Movimento/Organizzazione, hanno la possibilità di non seguire quelle direttive che sarebbero ordini, imposizioni. Ripeto quanto scritto all'inizio dell'articolo, io non sono nessuno, sono solo un cittadino qualunque, senza tessere di partito o vincoli di alcun genere verso nessuno, ma sono un cittadino che si è rotto le palle di accettare come oro colato “slogan” facilmente afferrabili, sono un cittadino che ha deciso che prima di urlare “HA RAGIONE QUELLO LI!!!!!”, vuole vedere se ragione, quello li, ce l'ha davvero. Ancora una volta mi sono reso conto che, chi attacca la Costituzione e urla che è ingiusta, retrograda, antiquata, che va cambiata.......... forse, forse.......... ha qualche ragione, che non è di Stato, per farlo.

lunedì 4 marzo 2013

Il pensiero di UNA sola persona

Sono francamente un po' disorientato. Premetto che sono una persona senza tessera di alcun partito, mi considero un "cane sciolto" anche se indubbiamente i valori che sono diventati miei e che mi hanno formato sono quelli della sinistra. Mi riferisco a valori "veri" della sinistra e non a quelli striminziti e manipolati che sono stati divulgati per creare un nemico, spot pubblicitari ripetuti all'infinito per mascherare ciò che poteva essere ritenuto giusto, quindi da non far sapere, capire. Credo che in una Nazione civile, ci sia bisogno della collettività per aiutare chi è in difficoltà, che in uno Stato civile degno di questo nome, debbano essere garantiti a tutti i servizi e le necessità essenziali, quantomeno l'assitenza sanitaria, una casa, una istruzione, per consentire una vita dignitosa che valga la pena di essere vissuta. Ho sempre creduto, ed oggi ne sono sempre più convinto, che la concorrenza come unico strumento di progresso, fosse una colossale balla, perchè quando c'è competizione c'è sempre uno che vince e uno che perde ed a lungo andare chi vince diventerà sempre più forte e chi perde sempre più debole, fino a quando pochi forti arriveranno, anzi sono arrivati, a decidere tutto per i moltissimi più deboli, ignare cavie ed ingranaggi da mandare al macello per alimentare il sistema. La cosa che però ho capito, o pelomeno che guardo da un'ottica diversa è un'altra. Io posso pensarla così, ma ci saranno tante, molte, poche, moltissime, una sola persona a pensarla in maniera diversa da me, ed oggi, a differenza di quando avevo vent'anni che avevo l'illusoria arroganza di possedere la verità senza accettare nessun confronto, nessun compromesso, critica, ho capito che c'è una sola possibilità per una coabitazione civile e giusta, il dialogo, sempre naturalmente che ce ne sia la possibilità. In queste ultime elezioni ho quindi fatto una scelta, ho intriso il fazzoletto di profumo ed ho votato per il PD. Ero stufo dell'arroganza, della veicolazione dell'idea di una Società nella quale la legalità era diventata una vergogna, nella quale si affermava una cosa per poi smentirla il giorno dopo, dove l'offendere era diventato pratica comune ed utile. Mi "schifava" una società nella quale si poteva dire tranquillamente e sostenere pubblicamente, che Ruby era la nipote di Mubarak, dove una parte politica pensava a varare Leggi sulla Giustizia, mentre il Paese stava affondando nella merda, mentre le persone perdevano il lavoro e non sapevano come fare ad arrivare a fine mese. Volevo eliminare il pericolo maggiore per questa Democrazia, perchè sono convinto che non tutti i politici sono uguali, anche se fa comodo farlo credere, certo ce ne sono di pessimi, ce ne sono di cattivi, ma credo che ce ne siano anche di meno cattivi degli altri, ed è stato questo il motivo che mi ha spinto a mettere la X sul simbolo del PD. Il partito di Bersani è forse esente da colpe o maneggi? Certo che no, ha complottato, concordato, fatto ed avuto favori da Berlusconi, durante i suoi Governi non ha fatto quanto ci si aspetta da un partito con una componente di sinistra, ma mio modesto avviso, ha comunque sempre avuto quel minimo senso dello Stato gestito con quei pochi numeri a sua disposizione, senso dello Stato che dall'altra parte, sempre a mio avviso, era completamente assente. Contemporaneamente guardavo con simpatia ed interesse al Movimento 5 stelle, pulito, pulsante, con alcuni anzi molti valori ed obbiettivi che coincidevano con i miei, ma poichè ritenenvo che la priorità era eliminare politicamente il "Berlusconismo", ho scelto, profumandomi il naso, di votare PD. Devo dire che oggi sono convinto sempre di più della mia scelta, perchè in un mese e mezzo di bombardamento mediatico, Berlusconi ha compiuto una rimonta che nessuno si immaginava impedendo (spero di no) la formazione di un nuovo governo, e l'Italia con i suoi operai, artigiani, le sue attività ed imprese che ogni giorno chiudono, ringrazia. Ho visto anche, con piacevole stupore l'affermazione del Movimento 5 stelle, convinto che questi ragazzi possano portare veramente un cambiamento radicale nella vita politica del Paese e spero anche che sia così, ma ho visto anche tanta rabbia ed intransigenza nei post del blog di Beppe Grillo. Ho letto che non ci sarà nessun accordo e che voteranno soltanto i provvedimenti in linea con il "Non Statuto" del Movimento (che ho letto). Giusto! Ma come si fa a votare una Legge se non si forma un Governo? Spero davvero che possa esserci un cambiamento, ma questo può avvenire soltanto se due forze parlamentari riusciranno a trovare terreni comuni sui quali lavorare (non prendo nenache in considerazione l'alleanza con il PDL). La mia intransigenza giovanile è passata, e tornando a quanto scrivevo all'inizio del blog, oggi credo che il dialogare con chi non la pensa come me, e trovare un "compromesso" che possa soddisfare entrambe la parti sia la più grande forma di Democrazia, perchè affermare la mia idea, senza ascoltare ed in parte accettare, chi non la pensa esattamente come me significa prevaricare. Una Società nella quale c'è una idea "unica" si chiama dittatura, o perlomeno così mi hanno insegnato. Non capisco, a meno che non si tratti di una strategia politica, l'intransigenza dei post di Grillo, specialmente se da una parte c'è la disponibilità ad ascoltare ed accettare. Un quarto del Paese non è tutto il Paese, e con le rispettive percentuali parlamentari, sia il PD che Movimento 5 Stelle potrebbero controllarsi a vicenda e fare realmente le cose che devono essere fatte. Non riesco a capire questi ultimi attacchi di Grillo, solo ed esclusivamente verso gli esponenti del Centro sinistra, c'è una grande occasione per cambiare, e spero tanto che non venga buttata al vento, perchè se torniamo al voto, con una Nazione in ginocchio e figlia di venti anni di "Berlusconismo", con la prospettiva di una Campagna elettorale di sei mesi (non di uno e mezzo), allora si che ci ritroveremmo ancora una volta, più indietro del più lontano punto di partenza. Questa è la mia opinione, ed è l'opinione di una persona e come tale vale uno.

mercoledì 3 ottobre 2012

Firenze città della "Cul-tura"

Ecco fatto, il cecchino ha sparato di nuovo, con precisione ed ha colpito.
Dopo una lunga agonia anche un altro luogo che era diventato un simbolo ed un posto di ritrovo dei fiorentini amanti della lettura, è stato colpito ed affondato.
Secondo le ultime notizie anche la libreria Edison di Piazza della Repubblica, chiuderà i battenti, Feltrinelli ha deciso di stringere il cappio e di eliminare un "piccolo" concorrente che a Firenze era però diventato quasi imbattibile.
La libreria Edison non è il primo caso, un anno fa circa chiudeva la "Martelli", ex Marzocco, una vera e propria icona della storia editoriale Fiorentina, mentre nel frattempo, un po' più in sordina, anche quel luogo che sapeva di libreria antica, con gli arredi addirittura "vincolati", tirava giù le serrande.  Chiudeva la libreria del Porcellino.
Tre colpi, tre centri.
Era il 10 luglio del 2011, ed il Vice Sindaco Dario Nardella affermava che "Salveremo la libreria del Porcellino a tutti i costi"
Infatti in quei locali che sapevano di profumo di libri e di scaffali di legno, adesso ci troviamo una fragranza di fondente perchè è arrivato il marchio "Venchi", Cioccolatai di Cuneo fin dal 1878 e francamente, Sig. Vice Sindaco, non ho capito se questo marchio fa parte di "tutti" o fa parte di "costi".
Per approfondire ancora la questione, nella vecchia libreria Martelli, sembra ormai certo che arriverà "Eataly", un gruppo la cui "filosofia" è quella di riuscire a fornire "cibi di qualità" a costi contenuti. Che culo!!!! Pensate un po',potremo godere della pasta di grano duro di Gragnano o della fantastica pasta all’uovo langarola", invece di una vasta scelta di libri e di sapori che se non ti riempivano il palato, riuscivano però, forse, a nutrire la mente.
Torniamo però alla Edison premettendo che lo sfratto, e quindi la chiusura dei locali, è stato prorogato alla fine di Dicembre e per questo devo comunque dire che secondo me al momento il Vice Sindaco Dario Nardella, effettivamente non poteva fare di più.
Comunque dicevo, nel 2004 la Società Effe.com (una controllata Feltrinelli) acquistava i locali in Piazza della Repubblica all'epoca ed attualmente (ancor per poco), condotti dalla Edison. Francamente è la legge del mercato, può piacere o no, ma così è, il più forte vince (alla fine come sempre ci saranno pochissimi "più forti" e la maggior parte di "più deboli" ma andiamo oltre), operazione lecita e chiaramente diretta a scalzare un concorrente, infatti in quei locali non aprirà una libreria Feltrinelli (un nuovo punto vendita sarà nella Stazione di Santa Maria Novella nel quale saranno sistemati i dipendenti della ormai chiusa Feltrinelli International dove venivano venduti dischi e Dvd), ma molto, molto probabilmente, udite udite, un Apple Store. 
Non posso muovere critiche alla Apple, il punto è centralissimo, accanto c'è l' Hard Rock Cafè, la Apple ha effettuato una scelta strategica e commercialmente vincente, il posto è quello che vogliono e che serve ai loro obbiettivi di marketing, che sono molto più importanti della Firenze Capitale, o del Rinascimento e di tutte quelle vecchie patetiche menate sulla Storia e sulla Cultura.
Si fanno molti più soldi con IPod touch che con qualche libruccio, mica si mette in fila la gente alle 5 di mattina per comprare una nuova uscita stampata su di un vecchio supporto cartaceo!!!!!
Francamente però questa cosa  un po mi fa' incazzare!!!! Ma non esiste altro? E' questa la nuova Società che dovremo continuare ad "abitare" e che lasceremo? Se è così faccio il tifo per i Maya!
Sig. Vice Sindaco Dario Nardella, non posso quindi che chiederLe aiuto, non si faccia trascinare La prego dalla scia "rottamatrice", ci sono delle cose che non devono essere rottamate, e sono cose, luoghi, tradizioni, odori e passioni che ci appartengono e che non bisogna lasciare che ce le strappino. Ho letto che c'è un vincolo nel piano regolatore che permette in alcuni locali storici, di destinare solo il 30% della superficie ad attività commerciale, restando il restante 70% a destinazione di promozione "culturale"? Promette ai Fiorentini che non ci saranno deroghe? Promette che non ci saranno Delibere "atte a consentire un migliore sviluppo del tessuto urbano e sociale della citta" per abbattere anche questa minima difesa?
Per cortesia, Le chiedo di rappresentare Firenze ed i Fiorentini, sia quelli che hanno eletto questo Giunta sia quelli che non l'anno votata, perchè ci sono cose, patrimoni, origini che non sono di questa o quella parte politica, ma sono di tutti, perchè sono le nostre radici comuni, i nostri ricordi, i ricordi dei nostri genitori e dei nostri nonni.
Sig. Vice Sindaco, spero sinceramente che questo sfogo non resti un sussurro all'interno di una catena di montaggio, che con il suo rumore e con i suoi luccicanti prodotti finali, alla fine spesso, anzi quasi sempre, tutto copre.



mercoledì 10 novembre 2010

Che nostalgia

A volte mi è impossibile capire come possa essere successo.
Le considerazioni che faccio in questo mio articolo sono state riaccese dagli ultimi fatti che se provati e corrispondenti al vero, hanno coinvolto la seconda più alta carica dello Stato Italiano. Voglio però dire che tali eventi non hanno creato, ma riportato in luce, un mio pensiero già presente ed esistente ma che correva il rischio di diventare assuefazione, come tante cose che oramai abitualmente accadono nel MIO Paese. Oggi non genera quasi più neanche fastidio il sentire di politici, Amministratori illustri, coinvolti in truffe, in operazioni mafiose, in scandali di corruzione. Ormai tutto è diventato “normale”, facente parte del vivere quotidiano, una assuefazione generalizzata, dettata dal “chi se ne frega basta che non levino i soldi dalle mie tasche”. Questo modo di pensare è ormai cosa comune, sostituendo lentamente e subdolamente quei valori nei quali credevano i nostri genitori, le persone che hanno lottato, sofferto e che sono anche morte per regalarci un posto degno di essere vissuto.
E' populismo dire che oggi i valori che veicolano come normali è acquisiti, siano quelli del successo facile, o del raggiungimento dell'obbiettivo seguendo strade un tempo considerate immorali? Non è importante come si raggiungono le cose è importante raggiungerle, poca importa se nel frattempo si ruba, si truffa, si commettono reati, ormai non è più importante capire come stanno le cose, ragionare, verificare come qualcuno sia riuscito ad ottenerle, l'importante è che siano state ottenute. La cosa che ritengo devastante è che questo modo superficiale di raffrontarsi con gli altri ha lentamente scippato il nostro potere di critica, di pensare e di giudicare. Qualunque cosa accada se in qualche modo giustificata, imbellita da una patina luccicante, diventa vera.
La cosa che in realtà mi stupisce nel caso di Ruby è la giustificazione che è stata data e che in sintesi è che l'intervento della seconda più alta carica dello Stato sia stata dettata dalla volontà di aiutare una ragazza in difficoltà. Sono andato a vedere le fotografie presenti in Rete di questa giovane donna, e mi sono bastate. Mi domando allora, ma tu che hai giustificato il tuo comportamento con quella spiegazione, quale opinione hai di me, quale rispetto hai per la mia intelligenza? E mi domando, se un mio amico si fosse giustificato in quel modo, dove l'avrei amichevolmente mandato? Secondo la mia personalissima opinione spacciare una tale giustificazione indica disprezzo verso coloro che ne sono i destinatari.
Ho inoltre ascoltato la diatriba afferente la divisione tra vita privata e vita pubblica, verità sacrosanta questa, ognuno fa quello che la propria moralità gli consiglia, libero di farlo, sempre che non si infrangano le Leggi (giuridiche), ma nella vita di ognuno di noi, quotidiana, a chi affideremmo le chiavi di casa, o i nostri figli, o ciò che più ci preme se non a coloro dei quali ci possiamo fidare, dei quali conosciamo il loro comportamento e lo condividiamo, di coloro che hanno conquistato la nostra fiducia. Faccio un esempio, daremmo ad un “magnaccia” la nostra casa mentre siamo in vacanza?
Allora mi domando ancora perchè stiamo affidando il governo del nostro paese, le istituzioni, le decisioni che determineranno il nostro futuro, a persone la cui vita privata è indice di non limpidissima moralità e rispetto degli altri? Come possiamo pensare che invece avranno rispetto di noi e che terranno conto delle nostre necessità.
Niente ormai ha più importanza, l'unica regola e l”Io” sopra tutto e tutti, ma questo mi genera rabbia e rimpianto, rimpiango i tempi in cui ad animare la coscienza politica erano gli ideali, anche diversi, contrapposti, all'antitesi, fascisti e comunisti, demoscristiani, ma ideali che univano e che prospettavano alle rispettive parti la voglia di creare qualcosa che fosse un sentire comune, condiviso, migliore, un fuoco di passione, di ardore, di sogni e speranze, per i quali sacrificarsi fino a mettere a repentaglio anche la vita. Rimpiango le contrapposizioni, l'urlare passionale e mi infastidisce oggi questo modo di "comunicare" fatto di ripetizione di concetti all'infinito per farli diventare verità, perchè anche una bugia, ripetuta tante volte diventa verità.
Mi nausea questa metodologia mirata a non far parlare, gracchiando sopra l'antagonista che cerca di esporre la propria tesi. Mi deprime il volto della politica che ha seguito le regole della pubblicità, che ti fa comprare un partito non perchè migliore o consono a te, ma soltanto perchè è quello con una immagine più evidente e luccicante.
Vorrei riappropriarmi della mia coscienza della mia autonomia e intelligenza, della mia voglia di dignità, del rispetto di me stesso, e vorrei che anche gli altri lo sentissero come un bisogno, perchè se l'attuale modo di pensare, di vivere, di trascinarsi avanti non viene completamente sradicato dalla nostra Società, dalle nostre menti, allora …..... auguri Italia mia........... ma io, forse inguaribile sognatore, non ci voglio credere.

venerdì 14 maggio 2010

Oggi mi è venuta voglia di scrivere

Sul sito www.yabooks.eu sta per partire un "gioco" nel quale è possibile narrare una storia, mi ha stimolato ed ecco la mia.

Quattro personaggi prendono vita.

Francesco si era alzato come tutte le mattine per recarsi al lavoro, al Centro Commerciale che cinque anni prima aveva fatto discutere tutto il quartiere nel quale viveva fino da bambino, Gavinana. La struttura era nata sulle ceneri di una vecchia fabbrica ed in mezzo a mille polemiche il colosso aveva iniziato a prendere forma per poi finalmente definirsi. Come spesso accade quando qualcosa di nuovo si innesta in una realtà consolidata, c’erano state lotte tra i vari comitati a favore e contro, per Francesco era stata alla fine una opportunità di lavoro, era stato assunto come “operatore di cassa”.
Era stato un giorno memorabile, perché la cosa che era certo di non dimenticarsi mai, era l’espressione di felicità di Claudia, sarebbe stato l’inizio della loro vita insieme.
Erano le sette e trenta del mattino ed era il 25 Aprile, un giorno di festa per molti, ma non per lui, guardò i riccioli neri di Claudia sparsi sul cuscino, li accarezzò senza avere una risposta, poi fischiettando scese le scale di casa. Il suo Tmax si mise in moto immediatamente e dopo neanche cinque minuti si trovò nel parcheggio del centro commerciale.
- “Ciao Piero prendiamo il solito caffè prima di spaccarci la schiena per procurarci il pane?” – disse Francesco sorridendo.
- “Certo come sempre”
A Francesco ogni tanto sembrava che la sua vita fosse già programmate, aveva 37 anni ed ancora tanta voglia di fare, ma quando si metteva a pensare scopriva che a lui quella routine piaceva un sacco.
- “Anche oggi piove, ma quando arriva quest’anno la primavera” – disse svogliatamente Piero sorseggiando il caffè.
- “Non lamentarti, avresti preferito che fosse una splendida giornata con tutti fuori e noi alienati dai bip della cassa?”
Piero sorrise, scosse la testa, poi insieme si avviarono verso il proprio “recinto”
Erano le dieci e Francesco stava passando un sacchetto di ciliegie, vere primizie, sul lettore che rilasciò il millesimo monotono bip, come attratto da una forza invisibile alzò la testa e vide che al limite della cassa c’era Claudia, nervosa, scura, che si stava mangiando le unghie.
- “Che succede?” – domandò allarmato Francesco
Claudia alzò per un istante gli occhi per poi riabbassarli immediatamente.
- “E’ finita.”
- “Cosa è finita? Se manca qualcosa prendiamola” – rispose Francesco con finta innocenza
Claudia riuscì a sorridere – “No! Tra noi è finita.”
In quello stesso istante le ciliegie diventarono come per magia uno sciroppo e dopo averle appoggiate sul pianale la stessa mano andò meccanicamente a raccogliere la successiva busta di mele cotogne. Bip.
- “Ma cosa significa amore, che è successo? Possiamo parlarne dopo a casa?”
- “No, ho già preso tutte le mie cose, vado via, non torno a casa, non ti amo più.”
Detto questo Claudia si voltò e raggiunse l’uscita.
Francesco, si sentì come colpito da un gancio di Tyson ma continuò inebetito a guardale mentre se ne andava, con il sottofondo del ritmico bip della cassa all’unisono con il movimento della sua mano che continuava in automatico.
- “Mi scusi!” – disse con un filo di voce la signora della spesa, una signora sui settant’anni con il tipico aspetto di nonna.
Francesco si voltò verso di lei senza emettere un suono – “Mi scusi, le ciliegie! Ci avrei ripensato” – disse la Signora con un timido sorriso.
Francesco guardò lo sciroppo – “Ah! Si, mi scusi le storno subito”.
- “Grazie, e non si preoccupi, tornerà! E se non torna ne troverà una migliore, lei è un bravo ragazzo, lo vedo, e in più è anche bello”
- “Gggrazie!” – rispose Francesco, o perlomeno provò a rispondere così, forse.
I giorni successivi furono un inferno, Francesco vagava per casa aspettando che all’improvviso Caludia si materializzasse, ma la sua routine era cambiata, la sua vita era cambiata.
Provò a cercarla, telefonarle, ma lei continuò a negarsi, senza un perché, senza una spiegazione.
La monotonia del suo lavoro non lo aiutava certo a svagarsi, nonostante i suoi colleghi che fecero a gara ad invitarlo ovunque. La signora delle ciliegie, iniziò a fare la spesa ed a scegliere sempre più spesso la sua cassa, anzi sempre. Il sorriso materno di quella donna gli donava un attimo di felicità, lo faceva sentire bene, gli dava la sensazione di essere “pensato”. Che strani scherzi ci gioca la mente.
Era il 25 Aprile, era passato un anno, e la vita di Francesco aveva iniziato a scorrere nuovamente, aveva avuto un paio di storie ma ancora quella sensazione di vuoto non l’aveva abbandonato.
- “Buongiorno Nada, quest’anno credo che le ciliegie riuscirà a mangiarle” – disse Francesco con un sorriso alla signora della spesa.
- “Si credo di si, anzi stasera perché non mi fai compagnia, è tanto che volevo chiedertelo, voglio fare il millefoglie ma non volevo mangiarlo da sola.”
Francesco la guardò continuando a sorridere, era l’invito più strano che avesse mai ricevuto, ma a quella donna che vedeva ormai tutti i giorni aveva iniziato a volere bene, era diventata come un suo punto di riferimento.
- “Va bene. A che ora?”
- “Alle otto”
Francesco si presentò alle otto, giacca e cravatta con una bottiglia di spumante, non champagne, stava andando a trovare una nonna. Nadia gli aprì la porta, indossava il grembiule da cucina senza alcun timore di nasconderlo.
- “Francesco! Vieni! Puntualissimo e bellissimo, vieni che a sorpresa è arrivata un’altra persona, spero non ti dispiaccia.”
Prima che Francesco riuscisse a rispondere la voce di un bambino si materializzò da dietro la porta a vetri del salotto.
- “Nonnaaaa! Vieni che ho fame!” -
Francesco fece un sorriso, poi seguì i passi di Nada fino alla stanza da dove proveniva la voce. Una tavola rotonda con una tovaglia di lino azzurro sulla quale campeggiava una apparecchiatura per quattro persone, era collocata al centro del locale, una credenza di inizio secolo piena di porcellane era appoggiata alla parete sulla sinistra mentre una libreria piena zeppa di volumi riempiva la parete di destra, due poltrone di pelle si trovavano tra il tavolo e la libreria e davanti a Francesco, proprio di fronte alla porta, una enorme finestra con tende rifinite di merletti, lasciava passare il rosso riverbero del tramonto. Ma non furono queste cose ad attirare l’attenzione di Francesco. In piedi davanti alla finestra c’era una donna che nel momento in cui entrò Francesco distolse il proprio sguardo dal paesaggio di Firenze per voltarsi e mostrare uno smagliante sorriso.
- “Questa è Federica, mia figlia, e quello è Antonio, il mio nipotino affamato di dieci anni.”
Francesco e Federica si strinsero la mano – “ciao” - si dissero, poi nonostante il primo imbarazzo che continuò ancora per diversi minuti, i quattro si misero a tavola. Con il passare del tempo l’atmosfera si sciolse e la cena fu magnifica, Nada era proprio una gran cuoca.
Federica era stata lasciata dal proprio compagno a ventitre anni subito dopo la nascita di Antonio ed aveva allevato suo figlio da sola, anche se Nadia l’aveva aiutata nei momenti più difficili. Federica era bellissima, aveva trentatre anni, il fisico di una ventenne, capelli neri corvino che facevano da splendida cornice agli occhi dello stesso colore ma che sprizzavano una gran gioia di vivere. Francesco fu subito attratto da questa donna, diversa da quelle che aveva conosciuto nell’anno trascorso, perché nonostante quello che aveva affrontato credeva ancora nella vita, non si era fatta schiacciare dalla delusione e dalla diffidenza, non aveva rinunciato a vivere per la paura di soffrire, non si era arresa.
Iniziarono ad uscire, frequentarsi, conoscersi e dopo sette mesi iniziarono a convivere. Tutti e tre.
Il nodo in mezzo al petto che non voleva sciogliersi, lentamente si fece sempre meno oppressivo.
Era il venticinque aprile, sembrava che l’estate quell’anno fosse arrivata in anticipo, Francesco non era di turno alla cassa ed avevano deciso di passare la domenica nel parco di Cavriglia.
Insieme a Federica e Antonio scese le scale, prima dovevano passare dal Centro Commerciale per comprare il necessario per il picnic. Alla cassa c’era Piero.
- “Ciao Piero! Sapessi come mi dispiace non farti compagnia oggi!” - disse ironicamente Francesco.
Piero disegnò un “fan culo” sulle labbra poi una voce si materializzò.
- “Ciao Francesco.”
Claudia era in fila dietro di lui, aveva il volto stanco, come se avesse finito di combattere una battaglia e avesse perso, Francesco la guardò e per un attimo sentì il proprio stomaco aggrovigliarsi, ma fu solo un attimo.
- “Ciao Claudia è un po’ che non ci vediamo, come stai e cosa ti porta da queste parti.?”
Claudia passò il proprio sguardo su Federica e sul suo ventre che indicava una maternità, poi abbassando gli occhi disse con un filo di voce.
- “Niente, niente di speciale, passavo di qua.”Francesco le sorrise, gli dispiaceva vederla in quello stato, nonostante tutto le voleva ancora bene avrebbe veramente voluto la sua felicità, ma la vita per lui aveva riservato un futuro diverso, migliore. Sorrise, la salutò, e pagò il conto. La sua mano estrasse dal sacchetto le ciliegie appena comprate poi insieme alla propria compagna, ad Antonio ed al figlio in arrivo, si avviò verso l’uscita.

mercoledì 14 aprile 2010

... e questo mi attirerà numerosi strali!

So che quanto sto per scrivere metterà in serio pericolo la mia sopravvivenza, perchè come compagna ho una donna intelligente e vari contatti con altre donne altrettanto intelligenti e brillanti, ma nel leggere i vari post o trovandomi all'interno di conversazioni femminili, mi è sorto un dubbio. All'interno degli scambi di opinioni tra il gentil sesso esce spesso come argomento la diversità di comportamento nelle varie situazioni e di come siano assolutamente più lungimiranti tolleranti e con un immenso senso "materno" quello delle donne nei confronti di noi poveri esseri inferiori. Sarà per la nostra limitatezza, ma difficilmente nei dialoghi tra maschietti esce il "come siamo meglio noi di loro!" Mah! poi sarà facile dire.... " per forza voi parlate sempre di donne, calcio, vini, macchine... è questo il vostro universo." Forse è vero, ma credo che il nocciolo stia nel fatto che francamente non ce ne frega niente di essere migliori o peggiori, siamo come siamo ne migliori ne peggiori, soltanto diversi. So che probabilmente rischio una serie di ripercussioni (anche fisiche) ma forse nei nostri "quattro o cinque" interessi riusciamo a trovare ciò che ci soddisfa senza andare a vedere se loro sono altrettanto "soddisfatte"......... Mi piace un vino? Si e godo nel berlo e nel degustarlo con gli amici, scusatemi!!!! Poi probabilmente con quegli amici mi metto a chiaccherare e fare quattro risate, sbaglio? Boh! Chi se ne frega, mi godo il momento, il mio piccolo e limitato momento, ma me lo godo.
La domanda che quindi mi pongo è :
Perchè devono sempre individuare la situazione nella quale si ritengono meglio di noi?
Ho paura a inserire la risposta a questa domanda, quindi lascio ad ognuno la propria.
Adesso so che sarò sottoposto a forti ed incredibili ripercussioni, quindi amici maschietti vi prego ...... "aiutatemi"
PS. Se per un certo periodo non mi vedete postare, vi prego..... preoccupatevi per me.

martedì 9 marzo 2010

... a me il paracadute l'hanno dato

Ieri sera ho partecipato alla presentazione del libro di Lidia Castellani "Mamma senza paracadute". Il romanzo narra di una donna che si trova improvvisamente, anche se non inaspettatamente ad affrontare una gravidanza, e nell'attesa del lieto evento comincia a domandarsi quale strada prenderà la propria vita. E' un viaggio nelle emozioni, nei desideri e nei dubbi di una donna che davanti al generare una vita si interroga, si domanda, cerca di darsi risposte. Il problema è che risposte non ce ne sono, può soltanto da andare avanti orgogliosa di questa meravigliosa opportunità che la vita le ha regalato, nonostante le problematiche ed i dubbi che il futuro può nascondere. Sarà mamma o sarà una donna che vuole realizzarsi nella società? O sarà entrambe? Lidia mi ha invitato a partecipare alla presentazione, io, un maschietto, ma cosa centro io mi sono domandato, visto che nella dedica iniziale c'è scritto che il libro è dedicato anche a tutti gli uomini "che per non sbagliare movimento continuano a stare fermi." Non so se per lei è stata una scelta giusta, ma a me è servito non per capire, per noi uomini è quasi impossibile, ma per cercare di capire quanto sia meraviglioso ed al tempo stesso difficile, prendersi la responsabilità di regalare una vita al mondo. Ho capito che in questa sfera noi uomini non "dobbiamo" stare fermi, dobbiamo soltanto essere pronti, pronti a muoverci quando la nostra Compagna ci fa capire che ha la necessità di percepire la nostra presenza, non è un ruolo da comprimario, è il ruolo che abbiamo, ne secondario ne meno importante.
Anche ieri sera quindi sono stato fermo (anche perchè il mio sesso era in netta minoranza)....... mi sono mosso soltanto quando con un cenno sono stato invitato a farlo, è stato come partecipare alla crescita del "figlio di carta" di Lidia, e spero di avere dato il mio contributo.

domenica 14 febbraio 2010

Sogno, illusione o triste realtà?

Capita, anzi devo dire che per fortuna qualche volta capita, che nella vita si materializzi davanti a noi qualcosa che riteniamo incredibilmente bello, una strada luminosa, una strada che inconsciamente abbiamo sempre cercato anche se non lo sapevamo. All’improvviso apri una porta ed eccola li. L’inizio è nebuloso, ogni pochi passi un incrocio, non sai quale direzione prendere ma la voglia, l’entusiasmo è così forte che vai avanti. Dopo qualche passo, anche molti, ti rendi conto che forse all’ultimo bivio avresti dovuto prendere l’altra direzione, ma non te ne importa niente perché i lampioni sono ancora accesi e la voglia di proseguire è così grande che sei disposto a sbagliare non una ma infinite volte. C’è la passione, la gioia di condividere un cammino con persone con le quali sai che qualunque cosa accada ti ritroverai accanto. Potrai sbagliare tu, potranno sbagliare loro, ma anche questo è irrilevante, perché hai la certezza che niente potrà fermarti. Il sogno che vuoi non rendere più tale, ma una concreta meravigliosa realtà è così forte che niente e nessuno potrà intralciarti, perchè hai la convinzione di essere una cosa sola con chi ha deciso di percorrere con te quella strada. Il sogno lentamente prende forma, qualche volta si rendono necessarie le visite dal medico , ma è normale, tutti i bambini si ammalano, ma vanno avanti e lentamente, faticosamente crescono. Ad un certo punto però arriva la fase dell’adolescenza, è un momento cruciale, difficile, quella tua creatura non è ancora un uomo ma non è neanche più un bambino, ed anche lei se ne rende conto, sa di essere ad un guado, combattuta tra la paura di crescere e la voglia di entrare nel mondo dei grandi. Inoltre la strada percorsa, ha traformato la creatura in una splendida adolescente, che attrae, piace, ma non solo per il motivo per il quale è nata, perchè in questo mondo le cose non sono belle solo ed esclusivamente per dare gioia.
E’ il momento di prendere decisioni, perché adesso non è più possibile sbagliare, non sono più i bivi acerbi dell’inizio, adesso se sbagli rovini tutto. A decidere sono i “genitori”, ma le decisioni devono essere condivise, devono essere scelte che aiutano a maturare, e che non gli facciano scordare che è poco più di un bambino, scelte che lo aiutano a crescere, che lo aiutano a diventare ciò per il quale è nato, ma se in questo esatto momento i “genitori” iniziano a pensare in maniera diversa? Se il volere restare aggrappato all’idea che fu, rendendosi conto che in realtà di quell’idea ha solo l’aspetto e non la sostanza? E se il voler restarne aggrappato, sapendo che non hai gli strumenti per farlo tornare ad essere ciò che avevi in mente all’inizio del cammino, ti causa sofferenza, difficoltà, problemi che possono incidere negativamente sulla tua vita, vale la pena continuare a stringere la presa? Non lo so, forse quella strada illuminata era solo un sogno, una illusione che poi si è rivelata invece nient’altro che la triste realtà, quella realtà che volevi, che pensavi di trasformare.Quindi mi domando, vale la pena continuare a crederci?

domenica 7 febbraio 2010

E c'è chi dice che in Italia non si legge!

Per superare i luoghi comuni ci vogliono i fatti, e se l'iniziativa di Alberto Schiariti (albyok), non è qualcosa di meravigliosamente concreto, non so cosa altro possa esserlo. Alberto è un lettore, una di quelle "mosche bianche" che trova affascinante sfogliare un libro e vivere emozioni da emozioni di altri. Ha deciso che la barriera dell'indifferenza che percepiva ogni mattina sull'autobus che prendeva per andare al lavoro, doveva essere in qualche modo abbattuta, non per fare qualcosa di speciale, ma perchè ne sentiva il bisogno, ed ecco l'idea, il 26 Marzo ha deciso di invitare più persone possibili a regalare un libro ad uno sconosciuto (gruppo su FB : Leggere, leggere, leggere - http://albyok.altervista.org/pensoscrivo/archives/1010/comment-page-5).
E' stata ed è un onda incredibile, mentre scrivo questo post il gruppo su FB conta già oltre 103.000 iscritti ed il numero aumenta in maniera esponenziale, le "mosche bianche" sono improvvisamente apparse ed il piccolo ronzio delle loro ali sta diventando sempre più forte. C'è chi ritiene che coloro che leggono, abbiano qualcosa in più, forse è vero o forse no, chi non legge forse non lo fa perchè non sa cosa sta perdendo, o forse perchè avvolto ed invischiato nella frenesia della vita, del proprio lavoro dei problemi di tutti i giorni, ma questa iniziativa mi ha convinto ancora più di quanto non lo fossi già che le "mosche bianche" non siano poi così poche, forse fino ad oggi sono state soltanto troppo silenziose. Oltre centomila persone hanno deciso di condividere con altri la propria scoperta, invitando chi è "sordo" ad ascoltare. Questa è a mio avviso una iniziativa che va ben oltre le intenzioni del fondatore, è una spinta verso l'idea che uno sconosciuto è qualcuno con il quale dialogare, e se non troviamo le parole per farlo cosa c'è di meglio se non regalare quelle di altri che ci hanno affascinato. Sono convinto che una delle strade da percorrere per migliorare la nostra qualità di vita sia quella di condividere le passioni, di scrollarci di dosso la timidezza e la paura di un rifiuto, davanti al quale non saremmo certo noi a rimetterci. Leggere, scrivere è un modo per metterci a nudo, superando i preconcetti e gli stereotipi della nostra società che vorrebbe ridurci ad una sorta di manchini che espongono involucri senza contenuti. Sono convinto che non siamo così, sono convinto che un esercito di libri in marcia abbia una voce potente e dirompente, io mi sono unito a quella voce e voglio che sia alta e forte, ed invito chiunque che abbia a cuore la dignità della vita a fare altrettanto, quindi.... grazie Alberto .

domenica 31 gennaio 2010

Sogniamo, ma con gli occhi aperti!

La strada per pubblicare è lunga e faticosa come se non fosse bastata la fatica di trovare il tempo di scrivere e di terminare la propria opera. Poi arriva l’Ostacolo non a caso con la “O” maiuscola.
La Casa editrice che ci permette di pubblicare. La ricerca ha inizio, ci informiamo su come presentarci, in quale modo inviare il nostro lavoro, ma soprattutto la scelta più difficile. A chi inviarlo.
Spesso all’inizio, voliamo alto, ed investiamo i nostri soldi nella stampa di alcune decine di copie del romanzo per inviarle all’Olimpo della letteratura italiana: Mondadori, Rizzoli, Einaudi etc… ma è come sparare contro un carro armato con una cerbottana, neanche si accorge della nostra presenza, allora ci troviamo ad abbassare il tiro, cercando concorsi o Case Editrici che dichiarano di essere alla ricerca di nuovi talenti, e la pila delle nostre stampe inizia ad assottigliarsi. Il nuovo autore resta quindi sospeso nell’attesa della fatidica busta, nella speranza del “il Suo libro è magnifico e saremmo lieti di annoverarLa tra i nostri autori.”
Si dice che in Italia ci siano più scrittori che lettori, ne dubito, ma se anche fosse così perché ad emergere sono solitamente prodotti commerciali che poco o niente hanno a che fare con la letteratura? Molti sicuramente ritengono di avere scritto il romanzo del secolo, e fra questi probabilmente soltanto qualcuno ha prodotto qualcosa di decente, ma nonostante ciò è possibile che gli ultimi best seller siano stati scritti da personaggi già “famosi”, possibile che fra i tanti nuovi scrittori non ci sia qualcuno che sia riuscito a scrivere qualcosa di meglio di “cento colpi di spazzola”? Io non ci credo! Già questo atteggiamento di indifferenza nei riguardi di chi ha sofferto davanti ad un PC per esprimere qualcosa di se stesso è inconcepibile, ma c’è una cosa che per me è ancora peggiore, sfruttare le speranze. La Rete è piena di possibilità e ci sono innumerevoli “Piccole” e “meno piccole” case editrici che si offrono di pubblicare nuovi autori, in mezzo a loro ci sono tante realtà vere che con i pochi mezzi a disposizione si impegnano e credono in quello che fanno, ma bisogna fare attenzione perché ci sono anche tante strutture (non voglio chiamarle Case editrici), che sono soltanto una filiera produttiva, che non hanno interesse a vendere, a distribuire e pubblicizzare (è il costo maggiore) perchè il loro scopo è solo quello di speculare sulla speranza di chi ci vuole provare. Vuoi pubblicare? Pagaci i costi di stampa, dacci qualcosa per il nostro impegno, comprati metà delle copie stampate, vendile da solo (ti lasciamo libero di gestire la cosa come vuoi!! cioè c..zzi tuoi) ed il gioco è fatto. Crediamo nei nostri sogni, ma non facciamoci illudere da coloro che li adoperano esclusivamente per tirarci fuori lo stipendio, informiamoci, guardiamo i riscontri della casa editrice e soprattutto i commenti di chi con quella struttura ha già avuto contatti ed esperienze. Sulla rete ci sono vari siti di “feedback” a tale proposito, sono tutti validi come non lo è nessuno, ma sono comunque uno strumento utile da consultare prima di decidere di investire sul nostro sogno.
A tale proposito segnalo questo sito, http://www.danaelibri.it/rifugio/agenda/caseeditrici.asp, è semplice e chiaro, senza commenti personali, ma riporta esclusivamente il giudizio di coloro che hanno avuto una esperienza con la casa editrice. E’ uno dei tanti, gli altri vi invito a consultarli e trovarli da soli. Non permettiamo che i nostri sogni siano lo strumento di guadagno di altri.

mercoledì 27 gennaio 2010

Tanto per iniziare.

Perché un geometra improvvisamente decide di mettersi davanti ad un PC ed inizia a scrivere?
Se dovessi trovare una spiegazione dettata dalla razionalità credo che starei giorni a pensare senza riuscire a trovare un motivo, e questo perché non c’è un elemento scatenante razionale. Scrivere è come respirare, mangiare, dormire, qualcosa che alcune persone devono fare semplicemente per vivere. Qualcosa che è dentro, che dormiva o semplicemente aspettava il momento giusto per farsi riconoscere e quando quel momento arriva non esiste niente che possa fermarlo, si manifesta, esce, fa rumore, un rumore talmente assordante che non possiamo esimerci dall’ascoltarlo e dargli retta.
Questo è quanto successo a me, una mattina di settembre del 2002 il mio si è svegliato e mi ha costretto a renderlo materiale.
Francesco Caccia, il protagonista dei miei romanzi prese corpo, ancora in fase embrionale, nebuloso, ma quel personaggio iniziò a vivere. Un giovane neo laureato in Archeologia che suo malgrado, lentamente e inaspettatamente, come succede nella vita, si trovò imbrigliato in situazioni che mai si sarebbe immaginato di affrontare, tra una misteriosa scoperta archeologica ed intrighi internazionali di potere.
Il desiderio di scrivere di far vivere quella esistenza parallela era impellente incessante, ma le necessità della vita reale mi costrinsero ad andare avanti nei ritagli di tempo più impensabili, la notte, in mezzore ricavate con fatica, così ci vollero due anni per terminare il primo viaggio, per dare un senso definito all’urlo che mi usciva da dentro, ma finalmente nel luglio del 2004 il romanzo era finito, “Percorsi” era stato completamente partorito, un figlio, il mio primo figlio era venuto alla luce.
Non sapevo che la lotta era appena all’inizio, non sapevo che riuscire a donare le proprie emozioni sarebbe stato ancora più difficile, per fortuna ci credevo in mio figlio e non ho mai mollato, non ho mai dubitato che prima o poi avrei trovato chi, in quel figlio, ci avrebbe creduto quanto ci credevo io.
Le grosse case editrici non rispondevano o rispondevano con le solite mail di circostanza, altre minori vedevano in me una fonte di guadagno, attenzione, non nel romanzo, in me! Esosi costi giustificati come anticipo spese mi sono stati richiesti insieme all’obbligo di comprare, certo bontà loro a prezzi scontati, centinaia di copie del mio libro. Grazie tante Signori, ma no grazie.
Francesco Caccia era lì, vivo, pronto, e nonostante che tutti mi facessero i complimenti, era costretto ancora a nascondersi.
Esiste la fortuna? Certo che esiste, per fortuna. Fortuna e determinazione, ecco cosa mi ha permesso di trovare qualcuno che ha creduto in Francesco quanto ci credevo io, di trovare un editore che ha visto nel mio romanzo potenzialità, un Editore che ha deciso di scommettere e di rischiare con me, ho trovato Davide e la sua casa editrice “La Riflessione”.
L’avventura ha quindi avuto inizio, presentazioni organizzate con fatica e tanta soddisfazione, i primi incontri con i lettori accompagnati dalla paura di non riuscire, poi la soddisfazione di esserci riuscito, di farsi conoscere di ricevere complimenti ed anche critiche, ma tutto incredibilmente meraviglioso ed eccitante. Come eccitanti erano le telefonate con Davide per i riscontri delle vendite che incredibilmente crescevano. Il sogno non era più tale.
Poi il secondo Romanzo, Rebus di Giada, la seconda avventura di Francesco Caccia che dalle misteriose rovine Maya si spostava in Asia, per dipanare un intrigo fatto di Storia e di lotte di potere, con un misterioso sacerdote e due multinazionali i lotta. Il giovane archeologo era divenuto vivo e con tanta voglia di vivere ancora.Quanta fatica però per farlo pulsare, quanta fatica per farlo conoscere, quanta fatica, ma quanta soddisfazione. Il segreto? Ci ho sempre creduto.