domenica 10 marzo 2013

Francamente mi sarei un po' rotto!!!!!

A volte mi chiedo se quello che ho vissuto è un ologramma. La mia veneranda età di 48 anni mi ha permesso, purtroppo, di veder un po' di cose per poi alla fine avere un riassunto che mi descrive una situazione che francamente non sembra coincidere con quanto la mia memoria mi dice sia accaduto. Nel 1992 scoppia "Mani pulite", lo scandalo che travolge la classe dirigente che aveva sostanzialmente governato fino dal dopo guerra. I partiti politici che costituivano il "Pentapartito" (DC, PSI, PLI, PRI, PSDI) vengono praticamente spazzati via dalle inchieste giudiziarie che portano alla luce un sistema di corruzione ampiamente strutturato. L'allora PDS (il partito che era nato nel 1990 da quello che era il vecchio PCI)fu coinvolto marginalmente con la figura di un suo Tesoriere, Greganti, ma nella sostanza, nella sua classe dirigente, non fu travolto da questi scandali. Naturalmente a posteriori, emerse la teoria delle Toghe rosse, che colpivano soltanto una parte politica ignorando l'altra, ma ognuno può credere ciò che vuole, i fatti storici sono fatti storici. Comunque dopo tale evento, nella normalità di un pensiero, credo che la cosa più logica fosse affidare la guida del paese a chi, quantomeno, si era rivelato, meno sudicio degli altri, ma invece no, perchè i politici erano tutti uguali e quindi bisognava dare fiducia al "nuovo", a chi non aveva "avuto niente a che fare" con questa massa di ladri e cialtroni che ci vuotavano le tasche....... a Berlusconi. Cosa? Pensai. Come tutti uguali, ma quando, ad esempio, venivano organizzate le manifestazioni contro l'aumento di basi NATO in Italia, o contro il referendum per eliminare la "scala mobile" o decine di altre battaglie dove quella parte si opponeva ad un sistema che stava sempre più apparendo per ciò che era, quale era la forza che in maniera manifesta cercava di opporsi? Che in Parlamento ci fossero accordi, compromessi, concessioni è chiaro, sono forze politiche con idee diverse che cercano di "discutere" e trovare un punto di incontro a metà strada, ma è proprio questa la Democrazia, credo. Poi è chiaro che i delinquenti ed i farabutti erano e saranno in ogni parte, non esiste un patentino con la certificazione di onestà, ma dire che sono tutti uguali no, cavolo. Proprio perchè non erano tutti uguali e che non c'erano poi, poi, tutte quelle intese per mantenere lo stato delle cose, un certo Aldo Moro fu ucciso dalle Brigate Rosse (e non addentriamoci oltre) perchè cercava di accordare le due parti con la famosa teoria del "compromesso storico", ma anche di questo nessuno sembrava ricordarsi. Andiamo avanti, nel '94 ecco il "nuovo", l'uomo che si era fatto da se e che ci ha regalato il "Berlusconismo", ovvero un concetto di società nella quale l'illegalità è da considerarsi normale, anzi quasi un vanto, una certificazine di furbizia, ed in questo periodo certamente con il Centro sinistra sono stati fatti accordi e compromessi che hanno rasentato ed a volte superato la dignità politica, ma che ci sia stato un forte ed agguerrito movimento di dissenso ed opposizione mi sembra talmente chiaro e lampante che mi sento stupido quando sento la necessità di evidenziarlo. In questi 20 anni, certo che il centro sinistra ha anche governato, ma con quali numeri e margini parlamentari e con quale coacervo di coalizioni ha dovuto farlo? Sicuramente con una determinazione maggiore certe cose dovevano e potevano essere fatte, ma affermare ancora una volta che "di qua e di la" era la stessa cosa mi sembra quantomeno paradossale. Al crepuscolo di Berlusconi (e che sia veramente il crepuscolo è ancora fa vedere), un'altra volta riecco la storia del "son tutti uguali", così uguali che, anche se una parte politica dice a questo nuovo di fare insieme alcune di quelle cose che questo nuovo dice di voler fare, tale nuovo rifiuta perchè con "quelli" non ci si deve mescolare, tanto sono tutti uguali. A parte che in Parlamento dare "LA fiducia" non significa dare fiducia, ma soltanto permettere ad un Governo di insediarsi (senza Governo non si fanno le Leggi), tra l'altro un Governo di minoranza che sarebbe costretto a trovare ogni volta i numeri in Parlamento per poter legiferare. Non vorrei però che anche questa volta, se certe cose non si faranno venga poi data nuovamente la colpa ai soliti, e non a quelli che concretamente si "rifiuteranno" di farle, perchè "di quelli non ci si può fidare!!!! Mah!!! A volte credo che nelle fila del "nuovo" si sia accodata anche una consistente componente che aveva dato il proprio voto ed appoggio all'altro "vecchio" e per giustificare se stessi della cavolata che avevano fatto, dopo che gli altri lo avevano detto, ripetuto affermato, si giustificano dicendo che comunque non sarebbe cambiato niente "perchè tanto sono tutti uguali". Concordo nel fatto che nel nostro orizzonte politico attuale, personaggi di indiscussa ed elevata statura morale ed intellettuale non ne vedo, ma se non si è completamente cechi, qualcuno che sta un po' sopra agli altri, bisogna ammettere che c'è.

mercoledì 6 marzo 2013

Riflessioni sull'art. 67 della Costituzione Italiana.... "senza vincoli di mandato"

L'art. 67 della Costituzione Italiana recita : Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato. Nella sostanza, come ha detto Beppe Grillo, "un Parlamentare può fare quello che cazzo vuole", proviamo a ragionare se è giusto oppure no. Premetto che io sono un cittadino qualunque, senza tessere di partito o vincoli di alcun genere verso nessuno, ma sono un cittadino che si è rotto le palle di accettare come oro colato “slogan” facilmente afferrabili, un cittadino che ha deciso che prima di urlare “HA RAGIONE QUELLO LI'”, vuole vedere se quello li, ragione ce l'ha davvero. Allora, ritengo utile e corretto che prima di affrontare il tema specifico sia necessario ricordare brevemente come è nata la nostra Costituzione. Riporto da Wikipedia : Il meccanismo elettorale dell'Assemblea Costituente era proporzionale a liste concorrenti in 32 collegi elettorali plurinominali. La legge elettorale prevedeva l'elezione di 573 deputati, ma le elezioni non si poterono svolgere nelle province di Bolzano, Trieste, Gorizia, Pola, Fiume e Zara, ancora sotto l'occupazione militare degli alleati Anglo-Americani e della Iugoslavia. I gruppi in Assemblea:Risultarono quindi eletti, in seguito alle elezioni, 556 costituenti. I due maggiori raggruppamenti furono quello dellaDemocrazia Cristiana, che ottiene 207 seggi, e il Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria, con 115. Il 25 giugno 1946 venne insediata l'Assemblea Costituente con Giuseppe Saragat alla presidenza. Come suo primo atto, il28 giugno elesse come Capo provvisorio dello Stato Enrico de Nicola. Su 504 votanti, De Nicola (PLI) ottenne 396 voti,Cipriano Facchinetti (PRI) 40, Ottavia Penna Buscemi (UQ) 32, Vittorio Emanuele Orlando (sin.storica) 12, Carlo Sforza(PRI) 2, Alcide De Gasperi (DC) 1, Alfredo Proja (DC) 1. Le schede bianche furono 14, le nulle 6. Le funzioni Come previsto dal Decreto Legislativo Luogotenenziale n. 98/1946, l'Assemblea aveva innanzitutto il compito di redigere la nuova costituzione. Essa, però, aveva anche altri tre compiti: votare la fiducia al governo, approvare le leggi di bilancio e ratificare i trattati internazionali. Le funzioni legislative erano formalmente assegnate al Governo, ma in virtù delle tradizioni parlamentari prefasciste questo rimise spesso i provvedimenti legislativi più importanti all'Assemblea Costituente. A chi interessa, rimando a questo link http://cronologia.leonardo.it/cost011.htm#_ftn356 per l'elenco completo di coloro che composero l'Assemblea Costituente. Nella sostanza si vede chiaramente che un insieme di forze politiche (cattolici, comunisti, liberali, repubblicani socialisti...) con radici e valori diversi, si misero intorno ad un tavolo accantonando gli interessi di parte per unirsi in un solo obbiettivo, impedire che in futuro potessero presentarsi nuovamente le condizioni attraverso le quali si era insediata in Italia ed in Europa, una delle dittature più feroci che la nostra Storia abbia conosciuto, il Nazi/Fascismo. Quelli erano uomini che avevano combattuto, erano stati imprigionati, esiliati, condannati a morte, che avevano vissuto quel periodo e che non volevano che altri uomini e donne vivessero nuovamente quanto loro avevano direttamente e concretamente vissuto. Animati da questo spirito, comportandosi da Politici con la P maiuscola, abbandonando ogni tornaconto di parte e di partito, si sedettero “intorno ad un tavolo” per scrivere quella che nel mondo è considerata una delle più belle, per elementi e tutela della Democrazia, Costituzioni moderne. Ho letto in alcuni post recenti, commenti che dicevano che la nostra Costituzione, essendo stata scritta da “politici”, proprio perchè “politici” era da buttare e da riscrivere. Che tristezza e che ignoranza, basterebbe conoscere anche soltanto un minimo la Storia e le storie di questi uomini per vergognarsi di tali affermazioni. Tornando al principio dell'art. 67, ovvero del “senza vincolo di mandato” bisogna ricordare che viene formalizzato ed inserito per la prima volta nella Costituzione Francese nel 1791 da Emmanuel Joseph Sieyès ed è uno dei capisaldi di tutte le Democrazie rappresentative moderne. La domanda che mi sono posto allora è perchè questa norma, apparentemente errata è presente nelle Carte Costituzionali delle più grandi Democrazie del Mondo? Messi da parte gli sguaiati “spot” di chi vuole affossare alcuni principi che intralciano gli obbiettivi di qualcuno, mi sono bastati cinque minuti per capirlo, perchè è talmente lampante che non è possibile non afferrarlo. Il Parlamentare rappresenta non solo i suoi elettori ma anche tutta la Nazione proprio in quanto Parlamentare, se fosse sottoposto a quello che viene chiamato il “mandato imperativo” non rappresenterebbe più le persone o la Nazione, ma esclusivamente il proprio Partito/Movimento/Organizzazione mediante il quale è stato eletto. In sintesi, se una Persona si riconosce nei valori di un Partito/Movimento/Organizzazione, mediante il quale si presenta e viene eletto, e poi quel Partito/Movimento/Organizzazione, con i suoi organi direttivi, per l'interesse di alcuni, si trovasse a cambiare strategia e valori, quella Persona eletta, se non fosse “senza vincolo di mandato”, non potrebbe votare contro le direttive del Partito/Movimento/Organizzazione, pena l'esclusione dal Parlamento con il conseguente rimpiazzo di altra persona gradita al Partito/Movimento/Organizzazione. Praticamente quella Persona non potrebbe più decidere secondo Coscienza (la C maiuscola è voluta) ma diventerebbe esclusivamente DITA ATTACCATE AD UN CORPO, utili soltanto per premere il bottone che il proprio Partito/Movimento/Organizzazione gli direbbe di premere, praticamente un automa. Semplice, il Partito/Movimento/Organizzazione prende voti e ti fa eleggere promettendo alcune cose, io mi presento come candidato in quel Partito/Movimento/Organizzazione perchè credo in quanto afferma, ma se poi la linea cambia io sono costretto a votare anche quello che non mi va ed il Partito/Movimento/Organizzazione raggiunge i propri obbiettivi anche contro la mia idea e volontà. In questo modo un capo di Partito/Movimento/Organizzazione, può pensare e fare agire i propri Parlamentari nel modo che ritiene più opportuno senza che questi possano opporsi. Secondo me i nostri Padri Costituzionalisti l'avevano vista lunga. C'è però il rovescio della medaglia, ovvero, un Parlamentare eletto può cambiare casacca come e quando vuole senza rischio di essere espulso dal Parlamento. Vero ma se ciò avviene dietro compenso economico diventa un reato punito con il carcere (vedi i recenti fatti che stanno emergendo), o se lo fa solo per tornaconto personale, per avere altri tipi di favori, il problema non sta nella norma, ma nella limpidezza e correttezza delle persone che il Partito/Movimento/Organizzazione, decide di candidare come propri rappresentati. I nostri Padri Costituzionalisti in pratica hanno detto ai futuri Partiti/Movimenti/Organizzazioni SCEGLI BENE I TUOI RAPPRESENTANTI E POI AGISCI NEI MODI CHE HAI DICHIARATO CHE INTENDI AGIRE. E' una garanzia per tutti, perchè se io Partito/Movimento/Organizzazione, propongo delle idee, scelgo validamente le persone per limpidezza, onestà e correttezza morale a rappresentarmi in Parlamento, e continuo nella linea originaria che ho indicato, non correrò il rischio di “trasmigrazioni”. Nello stesso modo il Partito/Movimento/Organizzazione che propugna in campagna elettorale alcune idee e valori per “propaganda” e poi decide di cambiare strada, i Parlamentari o meglio ancora LE PERSONE che sono state elette con quel Partito/Movimento/Organizzazione, hanno la possibilità di non seguire quelle direttive che sarebbero ordini, imposizioni. Ripeto quanto scritto all'inizio dell'articolo, io non sono nessuno, sono solo un cittadino qualunque, senza tessere di partito o vincoli di alcun genere verso nessuno, ma sono un cittadino che si è rotto le palle di accettare come oro colato “slogan” facilmente afferrabili, sono un cittadino che ha deciso che prima di urlare “HA RAGIONE QUELLO LI!!!!!”, vuole vedere se ragione, quello li, ce l'ha davvero. Ancora una volta mi sono reso conto che, chi attacca la Costituzione e urla che è ingiusta, retrograda, antiquata, che va cambiata.......... forse, forse.......... ha qualche ragione, che non è di Stato, per farlo.

lunedì 4 marzo 2013

Il pensiero di UNA sola persona

Sono francamente un po' disorientato. Premetto che sono una persona senza tessera di alcun partito, mi considero un "cane sciolto" anche se indubbiamente i valori che sono diventati miei e che mi hanno formato sono quelli della sinistra. Mi riferisco a valori "veri" della sinistra e non a quelli striminziti e manipolati che sono stati divulgati per creare un nemico, spot pubblicitari ripetuti all'infinito per mascherare ciò che poteva essere ritenuto giusto, quindi da non far sapere, capire. Credo che in una Nazione civile, ci sia bisogno della collettività per aiutare chi è in difficoltà, che in uno Stato civile degno di questo nome, debbano essere garantiti a tutti i servizi e le necessità essenziali, quantomeno l'assitenza sanitaria, una casa, una istruzione, per consentire una vita dignitosa che valga la pena di essere vissuta. Ho sempre creduto, ed oggi ne sono sempre più convinto, che la concorrenza come unico strumento di progresso, fosse una colossale balla, perchè quando c'è competizione c'è sempre uno che vince e uno che perde ed a lungo andare chi vince diventerà sempre più forte e chi perde sempre più debole, fino a quando pochi forti arriveranno, anzi sono arrivati, a decidere tutto per i moltissimi più deboli, ignare cavie ed ingranaggi da mandare al macello per alimentare il sistema. La cosa che però ho capito, o pelomeno che guardo da un'ottica diversa è un'altra. Io posso pensarla così, ma ci saranno tante, molte, poche, moltissime, una sola persona a pensarla in maniera diversa da me, ed oggi, a differenza di quando avevo vent'anni che avevo l'illusoria arroganza di possedere la verità senza accettare nessun confronto, nessun compromesso, critica, ho capito che c'è una sola possibilità per una coabitazione civile e giusta, il dialogo, sempre naturalmente che ce ne sia la possibilità. In queste ultime elezioni ho quindi fatto una scelta, ho intriso il fazzoletto di profumo ed ho votato per il PD. Ero stufo dell'arroganza, della veicolazione dell'idea di una Società nella quale la legalità era diventata una vergogna, nella quale si affermava una cosa per poi smentirla il giorno dopo, dove l'offendere era diventato pratica comune ed utile. Mi "schifava" una società nella quale si poteva dire tranquillamente e sostenere pubblicamente, che Ruby era la nipote di Mubarak, dove una parte politica pensava a varare Leggi sulla Giustizia, mentre il Paese stava affondando nella merda, mentre le persone perdevano il lavoro e non sapevano come fare ad arrivare a fine mese. Volevo eliminare il pericolo maggiore per questa Democrazia, perchè sono convinto che non tutti i politici sono uguali, anche se fa comodo farlo credere, certo ce ne sono di pessimi, ce ne sono di cattivi, ma credo che ce ne siano anche di meno cattivi degli altri, ed è stato questo il motivo che mi ha spinto a mettere la X sul simbolo del PD. Il partito di Bersani è forse esente da colpe o maneggi? Certo che no, ha complottato, concordato, fatto ed avuto favori da Berlusconi, durante i suoi Governi non ha fatto quanto ci si aspetta da un partito con una componente di sinistra, ma mio modesto avviso, ha comunque sempre avuto quel minimo senso dello Stato gestito con quei pochi numeri a sua disposizione, senso dello Stato che dall'altra parte, sempre a mio avviso, era completamente assente. Contemporaneamente guardavo con simpatia ed interesse al Movimento 5 stelle, pulito, pulsante, con alcuni anzi molti valori ed obbiettivi che coincidevano con i miei, ma poichè ritenenvo che la priorità era eliminare politicamente il "Berlusconismo", ho scelto, profumandomi il naso, di votare PD. Devo dire che oggi sono convinto sempre di più della mia scelta, perchè in un mese e mezzo di bombardamento mediatico, Berlusconi ha compiuto una rimonta che nessuno si immaginava impedendo (spero di no) la formazione di un nuovo governo, e l'Italia con i suoi operai, artigiani, le sue attività ed imprese che ogni giorno chiudono, ringrazia. Ho visto anche, con piacevole stupore l'affermazione del Movimento 5 stelle, convinto che questi ragazzi possano portare veramente un cambiamento radicale nella vita politica del Paese e spero anche che sia così, ma ho visto anche tanta rabbia ed intransigenza nei post del blog di Beppe Grillo. Ho letto che non ci sarà nessun accordo e che voteranno soltanto i provvedimenti in linea con il "Non Statuto" del Movimento (che ho letto). Giusto! Ma come si fa a votare una Legge se non si forma un Governo? Spero davvero che possa esserci un cambiamento, ma questo può avvenire soltanto se due forze parlamentari riusciranno a trovare terreni comuni sui quali lavorare (non prendo nenache in considerazione l'alleanza con il PDL). La mia intransigenza giovanile è passata, e tornando a quanto scrivevo all'inizio del blog, oggi credo che il dialogare con chi non la pensa come me, e trovare un "compromesso" che possa soddisfare entrambe la parti sia la più grande forma di Democrazia, perchè affermare la mia idea, senza ascoltare ed in parte accettare, chi non la pensa esattamente come me significa prevaricare. Una Società nella quale c'è una idea "unica" si chiama dittatura, o perlomeno così mi hanno insegnato. Non capisco, a meno che non si tratti di una strategia politica, l'intransigenza dei post di Grillo, specialmente se da una parte c'è la disponibilità ad ascoltare ed accettare. Un quarto del Paese non è tutto il Paese, e con le rispettive percentuali parlamentari, sia il PD che Movimento 5 Stelle potrebbero controllarsi a vicenda e fare realmente le cose che devono essere fatte. Non riesco a capire questi ultimi attacchi di Grillo, solo ed esclusivamente verso gli esponenti del Centro sinistra, c'è una grande occasione per cambiare, e spero tanto che non venga buttata al vento, perchè se torniamo al voto, con una Nazione in ginocchio e figlia di venti anni di "Berlusconismo", con la prospettiva di una Campagna elettorale di sei mesi (non di uno e mezzo), allora si che ci ritroveremmo ancora una volta, più indietro del più lontano punto di partenza. Questa è la mia opinione, ed è l'opinione di una persona e come tale vale uno.

mercoledì 3 ottobre 2012

Firenze città della "Cul-tura"

Ecco fatto, il cecchino ha sparato di nuovo, con precisione ed ha colpito.
Dopo una lunga agonia anche un altro luogo che era diventato un simbolo ed un posto di ritrovo dei fiorentini amanti della lettura, è stato colpito ed affondato.
Secondo le ultime notizie anche la libreria Edison di Piazza della Repubblica, chiuderà i battenti, Feltrinelli ha deciso di stringere il cappio e di eliminare un "piccolo" concorrente che a Firenze era però diventato quasi imbattibile.
La libreria Edison non è il primo caso, un anno fa circa chiudeva la "Martelli", ex Marzocco, una vera e propria icona della storia editoriale Fiorentina, mentre nel frattempo, un po' più in sordina, anche quel luogo che sapeva di libreria antica, con gli arredi addirittura "vincolati", tirava giù le serrande.  Chiudeva la libreria del Porcellino.
Tre colpi, tre centri.
Era il 10 luglio del 2011, ed il Vice Sindaco Dario Nardella affermava che "Salveremo la libreria del Porcellino a tutti i costi"
Infatti in quei locali che sapevano di profumo di libri e di scaffali di legno, adesso ci troviamo una fragranza di fondente perchè è arrivato il marchio "Venchi", Cioccolatai di Cuneo fin dal 1878 e francamente, Sig. Vice Sindaco, non ho capito se questo marchio fa parte di "tutti" o fa parte di "costi".
Per approfondire ancora la questione, nella vecchia libreria Martelli, sembra ormai certo che arriverà "Eataly", un gruppo la cui "filosofia" è quella di riuscire a fornire "cibi di qualità" a costi contenuti. Che culo!!!! Pensate un po',potremo godere della pasta di grano duro di Gragnano o della fantastica pasta all’uovo langarola", invece di una vasta scelta di libri e di sapori che se non ti riempivano il palato, riuscivano però, forse, a nutrire la mente.
Torniamo però alla Edison premettendo che lo sfratto, e quindi la chiusura dei locali, è stato prorogato alla fine di Dicembre e per questo devo comunque dire che secondo me al momento il Vice Sindaco Dario Nardella, effettivamente non poteva fare di più.
Comunque dicevo, nel 2004 la Società Effe.com (una controllata Feltrinelli) acquistava i locali in Piazza della Repubblica all'epoca ed attualmente (ancor per poco), condotti dalla Edison. Francamente è la legge del mercato, può piacere o no, ma così è, il più forte vince (alla fine come sempre ci saranno pochissimi "più forti" e la maggior parte di "più deboli" ma andiamo oltre), operazione lecita e chiaramente diretta a scalzare un concorrente, infatti in quei locali non aprirà una libreria Feltrinelli (un nuovo punto vendita sarà nella Stazione di Santa Maria Novella nel quale saranno sistemati i dipendenti della ormai chiusa Feltrinelli International dove venivano venduti dischi e Dvd), ma molto, molto probabilmente, udite udite, un Apple Store. 
Non posso muovere critiche alla Apple, il punto è centralissimo, accanto c'è l' Hard Rock Cafè, la Apple ha effettuato una scelta strategica e commercialmente vincente, il posto è quello che vogliono e che serve ai loro obbiettivi di marketing, che sono molto più importanti della Firenze Capitale, o del Rinascimento e di tutte quelle vecchie patetiche menate sulla Storia e sulla Cultura.
Si fanno molti più soldi con IPod touch che con qualche libruccio, mica si mette in fila la gente alle 5 di mattina per comprare una nuova uscita stampata su di un vecchio supporto cartaceo!!!!!
Francamente però questa cosa  un po mi fa' incazzare!!!! Ma non esiste altro? E' questa la nuova Società che dovremo continuare ad "abitare" e che lasceremo? Se è così faccio il tifo per i Maya!
Sig. Vice Sindaco Dario Nardella, non posso quindi che chiederLe aiuto, non si faccia trascinare La prego dalla scia "rottamatrice", ci sono delle cose che non devono essere rottamate, e sono cose, luoghi, tradizioni, odori e passioni che ci appartengono e che non bisogna lasciare che ce le strappino. Ho letto che c'è un vincolo nel piano regolatore che permette in alcuni locali storici, di destinare solo il 30% della superficie ad attività commerciale, restando il restante 70% a destinazione di promozione "culturale"? Promette ai Fiorentini che non ci saranno deroghe? Promette che non ci saranno Delibere "atte a consentire un migliore sviluppo del tessuto urbano e sociale della citta" per abbattere anche questa minima difesa?
Per cortesia, Le chiedo di rappresentare Firenze ed i Fiorentini, sia quelli che hanno eletto questo Giunta sia quelli che non l'anno votata, perchè ci sono cose, patrimoni, origini che non sono di questa o quella parte politica, ma sono di tutti, perchè sono le nostre radici comuni, i nostri ricordi, i ricordi dei nostri genitori e dei nostri nonni.
Sig. Vice Sindaco, spero sinceramente che questo sfogo non resti un sussurro all'interno di una catena di montaggio, che con il suo rumore e con i suoi luccicanti prodotti finali, alla fine spesso, anzi quasi sempre, tutto copre.



mercoledì 10 novembre 2010

Che nostalgia

A volte mi è impossibile capire come possa essere successo.
Le considerazioni che faccio in questo mio articolo sono state riaccese dagli ultimi fatti che se provati e corrispondenti al vero, hanno coinvolto la seconda più alta carica dello Stato Italiano. Voglio però dire che tali eventi non hanno creato, ma riportato in luce, un mio pensiero già presente ed esistente ma che correva il rischio di diventare assuefazione, come tante cose che oramai abitualmente accadono nel MIO Paese. Oggi non genera quasi più neanche fastidio il sentire di politici, Amministratori illustri, coinvolti in truffe, in operazioni mafiose, in scandali di corruzione. Ormai tutto è diventato “normale”, facente parte del vivere quotidiano, una assuefazione generalizzata, dettata dal “chi se ne frega basta che non levino i soldi dalle mie tasche”. Questo modo di pensare è ormai cosa comune, sostituendo lentamente e subdolamente quei valori nei quali credevano i nostri genitori, le persone che hanno lottato, sofferto e che sono anche morte per regalarci un posto degno di essere vissuto.
E' populismo dire che oggi i valori che veicolano come normali è acquisiti, siano quelli del successo facile, o del raggiungimento dell'obbiettivo seguendo strade un tempo considerate immorali? Non è importante come si raggiungono le cose è importante raggiungerle, poca importa se nel frattempo si ruba, si truffa, si commettono reati, ormai non è più importante capire come stanno le cose, ragionare, verificare come qualcuno sia riuscito ad ottenerle, l'importante è che siano state ottenute. La cosa che ritengo devastante è che questo modo superficiale di raffrontarsi con gli altri ha lentamente scippato il nostro potere di critica, di pensare e di giudicare. Qualunque cosa accada se in qualche modo giustificata, imbellita da una patina luccicante, diventa vera.
La cosa che in realtà mi stupisce nel caso di Ruby è la giustificazione che è stata data e che in sintesi è che l'intervento della seconda più alta carica dello Stato sia stata dettata dalla volontà di aiutare una ragazza in difficoltà. Sono andato a vedere le fotografie presenti in Rete di questa giovane donna, e mi sono bastate. Mi domando allora, ma tu che hai giustificato il tuo comportamento con quella spiegazione, quale opinione hai di me, quale rispetto hai per la mia intelligenza? E mi domando, se un mio amico si fosse giustificato in quel modo, dove l'avrei amichevolmente mandato? Secondo la mia personalissima opinione spacciare una tale giustificazione indica disprezzo verso coloro che ne sono i destinatari.
Ho inoltre ascoltato la diatriba afferente la divisione tra vita privata e vita pubblica, verità sacrosanta questa, ognuno fa quello che la propria moralità gli consiglia, libero di farlo, sempre che non si infrangano le Leggi (giuridiche), ma nella vita di ognuno di noi, quotidiana, a chi affideremmo le chiavi di casa, o i nostri figli, o ciò che più ci preme se non a coloro dei quali ci possiamo fidare, dei quali conosciamo il loro comportamento e lo condividiamo, di coloro che hanno conquistato la nostra fiducia. Faccio un esempio, daremmo ad un “magnaccia” la nostra casa mentre siamo in vacanza?
Allora mi domando ancora perchè stiamo affidando il governo del nostro paese, le istituzioni, le decisioni che determineranno il nostro futuro, a persone la cui vita privata è indice di non limpidissima moralità e rispetto degli altri? Come possiamo pensare che invece avranno rispetto di noi e che terranno conto delle nostre necessità.
Niente ormai ha più importanza, l'unica regola e l”Io” sopra tutto e tutti, ma questo mi genera rabbia e rimpianto, rimpiango i tempi in cui ad animare la coscienza politica erano gli ideali, anche diversi, contrapposti, all'antitesi, fascisti e comunisti, demoscristiani, ma ideali che univano e che prospettavano alle rispettive parti la voglia di creare qualcosa che fosse un sentire comune, condiviso, migliore, un fuoco di passione, di ardore, di sogni e speranze, per i quali sacrificarsi fino a mettere a repentaglio anche la vita. Rimpiango le contrapposizioni, l'urlare passionale e mi infastidisce oggi questo modo di "comunicare" fatto di ripetizione di concetti all'infinito per farli diventare verità, perchè anche una bugia, ripetuta tante volte diventa verità.
Mi nausea questa metodologia mirata a non far parlare, gracchiando sopra l'antagonista che cerca di esporre la propria tesi. Mi deprime il volto della politica che ha seguito le regole della pubblicità, che ti fa comprare un partito non perchè migliore o consono a te, ma soltanto perchè è quello con una immagine più evidente e luccicante.
Vorrei riappropriarmi della mia coscienza della mia autonomia e intelligenza, della mia voglia di dignità, del rispetto di me stesso, e vorrei che anche gli altri lo sentissero come un bisogno, perchè se l'attuale modo di pensare, di vivere, di trascinarsi avanti non viene completamente sradicato dalla nostra Società, dalle nostre menti, allora …..... auguri Italia mia........... ma io, forse inguaribile sognatore, non ci voglio credere.

venerdì 14 maggio 2010

Oggi mi è venuta voglia di scrivere

Sul sito www.yabooks.eu sta per partire un "gioco" nel quale è possibile narrare una storia, mi ha stimolato ed ecco la mia.

Quattro personaggi prendono vita.

Francesco si era alzato come tutte le mattine per recarsi al lavoro, al Centro Commerciale che cinque anni prima aveva fatto discutere tutto il quartiere nel quale viveva fino da bambino, Gavinana. La struttura era nata sulle ceneri di una vecchia fabbrica ed in mezzo a mille polemiche il colosso aveva iniziato a prendere forma per poi finalmente definirsi. Come spesso accade quando qualcosa di nuovo si innesta in una realtà consolidata, c’erano state lotte tra i vari comitati a favore e contro, per Francesco era stata alla fine una opportunità di lavoro, era stato assunto come “operatore di cassa”.
Era stato un giorno memorabile, perché la cosa che era certo di non dimenticarsi mai, era l’espressione di felicità di Claudia, sarebbe stato l’inizio della loro vita insieme.
Erano le sette e trenta del mattino ed era il 25 Aprile, un giorno di festa per molti, ma non per lui, guardò i riccioli neri di Claudia sparsi sul cuscino, li accarezzò senza avere una risposta, poi fischiettando scese le scale di casa. Il suo Tmax si mise in moto immediatamente e dopo neanche cinque minuti si trovò nel parcheggio del centro commerciale.
- “Ciao Piero prendiamo il solito caffè prima di spaccarci la schiena per procurarci il pane?” – disse Francesco sorridendo.
- “Certo come sempre”
A Francesco ogni tanto sembrava che la sua vita fosse già programmate, aveva 37 anni ed ancora tanta voglia di fare, ma quando si metteva a pensare scopriva che a lui quella routine piaceva un sacco.
- “Anche oggi piove, ma quando arriva quest’anno la primavera” – disse svogliatamente Piero sorseggiando il caffè.
- “Non lamentarti, avresti preferito che fosse una splendida giornata con tutti fuori e noi alienati dai bip della cassa?”
Piero sorrise, scosse la testa, poi insieme si avviarono verso il proprio “recinto”
Erano le dieci e Francesco stava passando un sacchetto di ciliegie, vere primizie, sul lettore che rilasciò il millesimo monotono bip, come attratto da una forza invisibile alzò la testa e vide che al limite della cassa c’era Claudia, nervosa, scura, che si stava mangiando le unghie.
- “Che succede?” – domandò allarmato Francesco
Claudia alzò per un istante gli occhi per poi riabbassarli immediatamente.
- “E’ finita.”
- “Cosa è finita? Se manca qualcosa prendiamola” – rispose Francesco con finta innocenza
Claudia riuscì a sorridere – “No! Tra noi è finita.”
In quello stesso istante le ciliegie diventarono come per magia uno sciroppo e dopo averle appoggiate sul pianale la stessa mano andò meccanicamente a raccogliere la successiva busta di mele cotogne. Bip.
- “Ma cosa significa amore, che è successo? Possiamo parlarne dopo a casa?”
- “No, ho già preso tutte le mie cose, vado via, non torno a casa, non ti amo più.”
Detto questo Claudia si voltò e raggiunse l’uscita.
Francesco, si sentì come colpito da un gancio di Tyson ma continuò inebetito a guardale mentre se ne andava, con il sottofondo del ritmico bip della cassa all’unisono con il movimento della sua mano che continuava in automatico.
- “Mi scusi!” – disse con un filo di voce la signora della spesa, una signora sui settant’anni con il tipico aspetto di nonna.
Francesco si voltò verso di lei senza emettere un suono – “Mi scusi, le ciliegie! Ci avrei ripensato” – disse la Signora con un timido sorriso.
Francesco guardò lo sciroppo – “Ah! Si, mi scusi le storno subito”.
- “Grazie, e non si preoccupi, tornerà! E se non torna ne troverà una migliore, lei è un bravo ragazzo, lo vedo, e in più è anche bello”
- “Gggrazie!” – rispose Francesco, o perlomeno provò a rispondere così, forse.
I giorni successivi furono un inferno, Francesco vagava per casa aspettando che all’improvviso Caludia si materializzasse, ma la sua routine era cambiata, la sua vita era cambiata.
Provò a cercarla, telefonarle, ma lei continuò a negarsi, senza un perché, senza una spiegazione.
La monotonia del suo lavoro non lo aiutava certo a svagarsi, nonostante i suoi colleghi che fecero a gara ad invitarlo ovunque. La signora delle ciliegie, iniziò a fare la spesa ed a scegliere sempre più spesso la sua cassa, anzi sempre. Il sorriso materno di quella donna gli donava un attimo di felicità, lo faceva sentire bene, gli dava la sensazione di essere “pensato”. Che strani scherzi ci gioca la mente.
Era il 25 Aprile, era passato un anno, e la vita di Francesco aveva iniziato a scorrere nuovamente, aveva avuto un paio di storie ma ancora quella sensazione di vuoto non l’aveva abbandonato.
- “Buongiorno Nada, quest’anno credo che le ciliegie riuscirà a mangiarle” – disse Francesco con un sorriso alla signora della spesa.
- “Si credo di si, anzi stasera perché non mi fai compagnia, è tanto che volevo chiedertelo, voglio fare il millefoglie ma non volevo mangiarlo da sola.”
Francesco la guardò continuando a sorridere, era l’invito più strano che avesse mai ricevuto, ma a quella donna che vedeva ormai tutti i giorni aveva iniziato a volere bene, era diventata come un suo punto di riferimento.
- “Va bene. A che ora?”
- “Alle otto”
Francesco si presentò alle otto, giacca e cravatta con una bottiglia di spumante, non champagne, stava andando a trovare una nonna. Nadia gli aprì la porta, indossava il grembiule da cucina senza alcun timore di nasconderlo.
- “Francesco! Vieni! Puntualissimo e bellissimo, vieni che a sorpresa è arrivata un’altra persona, spero non ti dispiaccia.”
Prima che Francesco riuscisse a rispondere la voce di un bambino si materializzò da dietro la porta a vetri del salotto.
- “Nonnaaaa! Vieni che ho fame!” -
Francesco fece un sorriso, poi seguì i passi di Nada fino alla stanza da dove proveniva la voce. Una tavola rotonda con una tovaglia di lino azzurro sulla quale campeggiava una apparecchiatura per quattro persone, era collocata al centro del locale, una credenza di inizio secolo piena di porcellane era appoggiata alla parete sulla sinistra mentre una libreria piena zeppa di volumi riempiva la parete di destra, due poltrone di pelle si trovavano tra il tavolo e la libreria e davanti a Francesco, proprio di fronte alla porta, una enorme finestra con tende rifinite di merletti, lasciava passare il rosso riverbero del tramonto. Ma non furono queste cose ad attirare l’attenzione di Francesco. In piedi davanti alla finestra c’era una donna che nel momento in cui entrò Francesco distolse il proprio sguardo dal paesaggio di Firenze per voltarsi e mostrare uno smagliante sorriso.
- “Questa è Federica, mia figlia, e quello è Antonio, il mio nipotino affamato di dieci anni.”
Francesco e Federica si strinsero la mano – “ciao” - si dissero, poi nonostante il primo imbarazzo che continuò ancora per diversi minuti, i quattro si misero a tavola. Con il passare del tempo l’atmosfera si sciolse e la cena fu magnifica, Nada era proprio una gran cuoca.
Federica era stata lasciata dal proprio compagno a ventitre anni subito dopo la nascita di Antonio ed aveva allevato suo figlio da sola, anche se Nadia l’aveva aiutata nei momenti più difficili. Federica era bellissima, aveva trentatre anni, il fisico di una ventenne, capelli neri corvino che facevano da splendida cornice agli occhi dello stesso colore ma che sprizzavano una gran gioia di vivere. Francesco fu subito attratto da questa donna, diversa da quelle che aveva conosciuto nell’anno trascorso, perché nonostante quello che aveva affrontato credeva ancora nella vita, non si era fatta schiacciare dalla delusione e dalla diffidenza, non aveva rinunciato a vivere per la paura di soffrire, non si era arresa.
Iniziarono ad uscire, frequentarsi, conoscersi e dopo sette mesi iniziarono a convivere. Tutti e tre.
Il nodo in mezzo al petto che non voleva sciogliersi, lentamente si fece sempre meno oppressivo.
Era il venticinque aprile, sembrava che l’estate quell’anno fosse arrivata in anticipo, Francesco non era di turno alla cassa ed avevano deciso di passare la domenica nel parco di Cavriglia.
Insieme a Federica e Antonio scese le scale, prima dovevano passare dal Centro Commerciale per comprare il necessario per il picnic. Alla cassa c’era Piero.
- “Ciao Piero! Sapessi come mi dispiace non farti compagnia oggi!” - disse ironicamente Francesco.
Piero disegnò un “fan culo” sulle labbra poi una voce si materializzò.
- “Ciao Francesco.”
Claudia era in fila dietro di lui, aveva il volto stanco, come se avesse finito di combattere una battaglia e avesse perso, Francesco la guardò e per un attimo sentì il proprio stomaco aggrovigliarsi, ma fu solo un attimo.
- “Ciao Claudia è un po’ che non ci vediamo, come stai e cosa ti porta da queste parti.?”
Claudia passò il proprio sguardo su Federica e sul suo ventre che indicava una maternità, poi abbassando gli occhi disse con un filo di voce.
- “Niente, niente di speciale, passavo di qua.”Francesco le sorrise, gli dispiaceva vederla in quello stato, nonostante tutto le voleva ancora bene avrebbe veramente voluto la sua felicità, ma la vita per lui aveva riservato un futuro diverso, migliore. Sorrise, la salutò, e pagò il conto. La sua mano estrasse dal sacchetto le ciliegie appena comprate poi insieme alla propria compagna, ad Antonio ed al figlio in arrivo, si avviò verso l’uscita.

mercoledì 14 aprile 2010

... e questo mi attirerà numerosi strali!

So che quanto sto per scrivere metterà in serio pericolo la mia sopravvivenza, perchè come compagna ho una donna intelligente e vari contatti con altre donne altrettanto intelligenti e brillanti, ma nel leggere i vari post o trovandomi all'interno di conversazioni femminili, mi è sorto un dubbio. All'interno degli scambi di opinioni tra il gentil sesso esce spesso come argomento la diversità di comportamento nelle varie situazioni e di come siano assolutamente più lungimiranti tolleranti e con un immenso senso "materno" quello delle donne nei confronti di noi poveri esseri inferiori. Sarà per la nostra limitatezza, ma difficilmente nei dialoghi tra maschietti esce il "come siamo meglio noi di loro!" Mah! poi sarà facile dire.... " per forza voi parlate sempre di donne, calcio, vini, macchine... è questo il vostro universo." Forse è vero, ma credo che il nocciolo stia nel fatto che francamente non ce ne frega niente di essere migliori o peggiori, siamo come siamo ne migliori ne peggiori, soltanto diversi. So che probabilmente rischio una serie di ripercussioni (anche fisiche) ma forse nei nostri "quattro o cinque" interessi riusciamo a trovare ciò che ci soddisfa senza andare a vedere se loro sono altrettanto "soddisfatte"......... Mi piace un vino? Si e godo nel berlo e nel degustarlo con gli amici, scusatemi!!!! Poi probabilmente con quegli amici mi metto a chiaccherare e fare quattro risate, sbaglio? Boh! Chi se ne frega, mi godo il momento, il mio piccolo e limitato momento, ma me lo godo.
La domanda che quindi mi pongo è :
Perchè devono sempre individuare la situazione nella quale si ritengono meglio di noi?
Ho paura a inserire la risposta a questa domanda, quindi lascio ad ognuno la propria.
Adesso so che sarò sottoposto a forti ed incredibili ripercussioni, quindi amici maschietti vi prego ...... "aiutatemi"
PS. Se per un certo periodo non mi vedete postare, vi prego..... preoccupatevi per me.